Ti trovi a una festa e hai difficoltà a capire cosa dicono i tuoi amici quando non sono neanche a mezzo metro di distanza. Oppure stai guardando un quiz in televisione e alcune domande e risposte ti sembrano confuse o addirittura prive di senso, anche alzando il volume. Se sei un adulto, la causa di tutto ciò potrebbe essere un’ipoacusia neurosensoriale. 

90%

di tutti i casi di ipoacusia negli adulti è di tipo neurosensoriale.

Questo è il tipo più comune di ipoacusia negli adulti e rappresenta il 90% di tutti i casi. La parola neurosensoriale si riferisce al deficit sensoriale che riguarda l’orecchio interno (coclea) e al deficit neuronale che riguarda il nervo uditivo. Una vecchia definizione di questo tipo di ipoacusia è sordità nervosa, tuttavia non è del tutto precisa in quanto non considera i disturbi a carico delle cellule ciliate dell’orecchio interno.

Sintomi dell’ipoacusia neurosensoriale

I sintomi più comuni riguardano chiarezza e intensità dei suoni. I sintomi possono essere fisici e comportamentali:

  • Discorsi e altri suoni arrivano ovattati
  • Difficoltà a comprendere le parole, specialmente in presenza di molte persone o con rumore di fondo
  • Difficoltà a percepire alcuni particolari suoni consonantici (ad es. “s” o “f”)
  • Necessità di chiedere spesso agli altri di parlare più lentamente, più chiaramente e più forte
  • Necessità di aumentare il volume del televisore, della radio o del computer
  • Tendenza a evitare le conversazioni
  • Tendenza a ritirarsi da alcuni contesti sociali
La relazione con la presbiacusia
L’ipoacusia neurosensoriale rappresenta la maggior parte dei casi di ipoacusia correlata all’età.

Domande frequenti sulla perdita dell'udito

Leggi quali sono i principali sintomi e le cause dell’ipoacusia e come è possibile prevenirla e trattarla.

Quali sono le cause dell’ipoacusia neurosensoriale?

Invecchiamento: il termine “presbiacusia” definisce l’ipoacusia correlata all’età. L’ipoacusia neurosensoriale rappresenta la maggior parte dei casi di presbiacusia. L’ipoacusia in genere progredisce lentamente ma in modo costante a partire dai 60 anni e colpisce entrambe le orecchie. Sei a maggior rischio se sei stato esposto al rumore, sei diabetico o sei stato a lungo un fumatore. Quando la presbiacusia è di origine neurosensoriale, l’ipoacusia in genere riguarda i suoni e le parole ad alta frequenza, e la presenza di rumore di fondo peggiora la situazione. Se non trattata, l’ipoacusia negli adulti in età avanzata può portare a un progressivo ritiro sociale, depressione, isolamento, notevole stress familiare, aumento del rischio di lesioni da caduta, declino cognitivo, demenza e può persino avere un impatto negativo sulle relazioni medico-paziente.

Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), entro il 2025 in tutto il mondo 1,2 miliardi di persone di età pari o superiore a 60 anni soffriranno di presbiacusia e oltre 500 milioni di persone presenteranno problemi uditivi importanti.

Ipoacusia neurosensoriale improvvisa: si riferisce a una grave ipoacusia di origine sconosciuta che si verifica in meno di 72 ore e che quasi sempre colpisce solo un orecchio. La causa è sconosciuta, così come l’esatta incidenza, anche se sembra colpire più comunemente le persone di età compresa tra 43 e 53 anni. Se l’ipoacusia colpisce te o una persona cara è opportuno richiedere immediatamente assistenza medica, poiché si tratta di un’emergenza. Se si aspettano più di tre giorni per rivolgersi a un medico, la finestra utile di intervento si chiude.

Esposizione a forti rumori: l’ipoacusia indotta dal rumore (NIHL) è in genere graduale, colpisce entrambe le orecchie ed è accompagnata da un ronzio nelle orecchie (acufene). È anche la causa più prevenibile di ipoacusia neurosensoriale. L’esposizione al rumore può essere legata all’ambito professionale o ricreativo, oppure essere accidentale. Spari, esplosioni, fuochi d’artificio, macchinari e strumenti musicali rumorosi possono causare ipoacusia irreversibile accompagnata da acufene con suoni acuti. Sebbene l’ipoacusia da rumore sia strettamente associata all’esposizione al rumore professionale, anche dispositivi musicali portatili personali, giocattoli rumorosi, asciugacapelli, frullatori da cucina ed eventi sportivi o musicali possono danneggiare l’udito.

Un rapporto del 2017 ha rilevato che negli Stati Uniti quasi un adulto su quattro di età compresa tra 20 e 69 anni ha mostrato segni di ipoacusia da rumore sottoponendosi a un test dell’udito su uno o entrambe le orecchie. Lo stesso rapporto ha suggerito che da 10 a 40 milioni di adulti di età inferiore a 70 anni negli Stati Uniti potrebbero soffrire di ipoacusia da rumore in base ai risultati test dell’udito.

Malattia autoimmune dell’orecchio interno (AIED): sebbene rappresenti solo l’1% di tutti i casi di ipoacusia, l’AIED è uno dei pochi sottotipi di ipoacusia neurosensoriale che può eventualmente essere risolto con i farmaci. La terapia con corticosteroidi, in particolare prednisone orale, è considerata il trattamento più efficace ed affidabile. Più di 20 malattie autoimmuni sono state collegate all’ipoacusia neurosensoriale, compresa la sclerosi multipla, la malattia di Crohn, la colite ulcerosa e l’artrite reumatoide. Ciò che distingue l’AIED dall’ipoacusia correlata all’età o dall’ipoacusia improvvisa è la sua progressione nell’arco di alcune settimane o mesi.

Molto spesso, l’AIED colpisce persone di età compresa tra 20 e 60 anni. Sebbene il 50% degli individui riferisca ipoacusia in un solo orecchio, i test dell’udito mostrano che entrambe le orecchie sono colpite nell’80-100% dei casi. Perdita di equilibrio, intolleranza al movimento e un certo grado di vertigine sono presenti nel 50-80% dei pazienti. Per i medici può essere difficile distinguere tra AIED e sindrome di Ménière, in quanto alcune forme di sindrome di Ménière che colpiscono entrambe le orecchie sono correlate a una malattia autoimmune di base.

Sindrome di Ménière: l’ipoacusia associata a questa malattia è improvvisa, fluttuante, colpisce un solo orecchio ed è spesso accompagnata da acufene, sensazione di congestione o pienezza nell’orecchio ed episodi di vertigine. Quando l’orecchio interno si riempie di liquido in eccesso, ciò può danneggiare le delicate cellule ciliate dell’orecchio interno, provocando un’ipoacusia permanente.

Trauma cranico: i soggetti con trauma cranico possono soffrire di ipoacusia insieme ad acufene forte e invalidante. Se l’orecchio subisce danni diretti, ciò può provocare disturbi dell’udito e capogiri. Mentre le vertigini sono comuni anche con un lieve trauma cranico, l’ipoacusia è in genere associata a gravi lesioni alla testa. Colpi e oggetti contundenti che colpiscono l’orecchio sono cause particolarmente comuni. Le fratture dell’osso temporale che interessano il labirinto osseo (coclea o vestibolo) possono causare ipoacusia neurosensoriale. Il più delle volte, quando un individuo soffre di vertigine o ipoacusia post-traumatica sono presenti segni di lesioni alla testa, come una frattura del cranio, lividi, gonfiore e abrasioni.

Neurinoma acustico: chiamato anche schwannoma vestibolare, questo tumore benigno provoca una graduale ipoacusia unilaterale nel 90% dei soggetti e di solito riduce la percezione dei suoni ad alta frequenza. Sebbene l’ipoacusia sia progressiva nella maggior parte dei soggetti, in circa il 12% dei casi si verifica improvvisamente. Altri sintomi includono vertigine, acufene e debolezza del nervo facciale.

Farmaci: i disturbi dell’udito sono stati collegati a più di 200 medicinali diversi. I farmaci ototossici causano danni alle cellule sensoriali dell’orecchio interno. I più comuni includono aspirina a dosi molto elevate, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene e naprossene, antibiotici, alcuni farmaci chemioterapici e diuretici dell’ansa. L’acufene è spesso il primo sintomo, seguito da ipoacusia e vertigine. Mentre alcuni casi si risolvono dopo l’interruzione del trattamento, è possibile che si verifichi una perdita permanente dell’udito.

Ereditarietà: analogamente a molti altri disturbi e malattie, i geni e l’ereditarietà familiare possono giocare un ruolo fondamentale nell’ipoacusia. Con l’età, i geni dell’udito possono mutare o diventare più soggetti a causare danni e deterioramento delle orecchie. L’ipoacusia neurosensoriale genetica sembra essere due volte più comune nei Paesi sviluppati rispetto ai Paesi in via di sviluppo. Mentre questo tipo di ipoacusia viene diagnosticata molto frequentemente tra i bambini, la predisposizione genetica può aumentare il rischio di ipoacusia associata a farmaci ototossici e rumore negli anziani.

Come si sente quando si soffre di ipoacusia neurosensoriale?

Se subiamo danni permanenti alle cellule sensoriali dell’orecchio interno, i suoni diventano meno intensi e il linguaggio parlato può sembrare distorto. Gli anziani hanno più probabilità di perdere la capacità di individuare i suoni ad alta frequenza, con la conseguenza di distinguere con difficoltà alcuni suoni consonantici. Le conversazioni probabilmente sembrano confuse o poco chiare e, in alcuni casi, diventeranno completamente incomprensibili.

Anche i danni alle delicate cellule ciliate nell’orecchio interno e ai nervi ad esse collegati possono rendere difficile distinguere tra diverse frequenze sonore. Arthur Boothroyd, ricercatore dell’udito e del linguaggio, ha fornito questa analogia in un’intervista a NPR, una rete radiofonica americana: “Le frequenze sonore sono come i colori dello spettro visibile: immaginiamo il rosso che sfuma nel giallo e il giallo che sfuma nel verde, e così via. È questo che riteniamo accada nella coclea”.

L’ipoacusia neurosensoriale si può prevenire?

I traumi da rumore sono la causa prevenibile più comune di ipoacusia neurosensoriale. Secondo l’American Speech-Language-Hearing Association (Associazione americana dell’udito e del linguaggio, ASHA), proteggere le orecchie dai rumori forti è uno dei modi migliori per preservare l’udito, indipendentemente dall’età. L’ASHA offre i seguenti consigli:

  • Evitare le situazioni in cui bisogna urlare per essere sentiti
  • Limitare l’esposizione a macchinari rumorosi
  • Indossare paraorecchie di protezione se il lavoro lo richiede
  • Evitare di sedersi vicino agli altoparlanti in occasione di eventi rumorosi
  • Abbassare il volume quando si ascoltano musica, filmati e videogiochi, soprattutto se si usano cuffie o auricolari

Una buona regola empirica quando si tratta di cuffie e volume è quella di non alzare mai il volume del dispositivo oltre il 50% della sua capacità. 

Come viene diagnosticata un’ipoacusia neurosensoriale?

Il medico effettuerà un esame approfondito dell’orecchio, prenderà nota dell’anamnesi del paziente, farà domande sui sintomi specifici e si informerà sui problemi di udito accusati da altri membri della famiglia. Di seguito puoi trovare le domande che ci si può aspettare durante una visita:

  • Quando ha avuto inizio l’ipoacusia?
  • È stata improvvisa o l’udito è peggiorato gradualmente?
  • L’ipoacusia riguarda un solo orecchio o entrambe le orecchie?
  • Avverte un ronzio nell’orecchio, una sensazione di pienezza, capogiri, secrezioni dall’orecchio o dolore all’orecchio?
  • Ci sono casi precedenti di ipoacusia nella sua famiglia?
  • È stato esposto a rumori forti sul posto di lavoro?
  • Ha mai sofferto di infezioni o lesioni alle orecchie oppure ha avuto problemi di udito prima d’ora?
  • Ha mai avuto un ictus, soffre di diabete oppure è cardiopatico?
  • Quali farmaci sta assumendo attualmente?
  • Le hanno prescritto antibiotici per via endovenosa, diuretici, salicilati o chemioterapici?

Durante la visita il medico utilizzerà un dispositivo chiamato otoscopio per esaminare il canale uditivo esterno alla ricerca di tappi di cerume, corpi estranei o alterazioni cutanee. Il medico prescriverà una visita da un audiologo, che eseguirà un audiogramma per determinare tipo, grado e caratteristiche dell’ipoacusia. Questo test indica a quale livello di intensità i suoni (emessi a diverse frequenze) vengono percepiti. In alcuni casi, il medico potrà prescrivere una TAC (tomografia computerizzata) o una risonanza magnetica (RM) della testa e un test ABR (potenziali evocati uditivi del tronco encefalico) per l’udito.

Quali sono le opzioni di trattamento?

Il trattamento dipende dalla causa primaria e dal grado di ipoacusia. Le opzioni comprendono:

  • Osservazione costante con ripetuti test dell’udito
  • Corticosteroidi (per via orale o iniettabili attraverso il timpano) per ridurre il gonfiore e l’infiammazione delle cellule ciliate dell’orecchio interno
  • Valutazione e regolazione degli apparecchi acustici o di altri dispositivi di ascolto assistito
  • Intervento chirurgico per correggere la causa all’origine dell’ipoacusia
  • Intervento chirurgico per impiantare un dispositivo acustico cocleare, ossia un dispositivo elettronico impiantato dietro l’orecchio che stimola le fibre uditive nel nervo acustico

Soffri di ipoacusia neurosensoriale?

Se avverti dei sintomi di ipoacusia neurosensoriale, è importante fissare un appuntamento con un audioprotesista autorizzato il prima possibile perché l’ipoacusia non trattata può avere un impatto negativo sulla tua salute e sul tuo benessere.

Domande da fare al medico

È una buona idea scrivere un elenco di domande per chiedere tutte le informazioni necessarie durante la visita dal medico. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Qual è la causa della mia ipoacusia?
  • È probabile che questa ipoacusia peggiori col tempo?
  • Quali sono le opzioni di trattamento?
  • Quali sono i rischi associati all’intervento chirurgico che mi ha consigliato?
  • Lei esegue spesso questo intervento?

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