Come e quale musica può aiutare in caso di acufeni

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Le persone che soffrono di acufeni vivono un disagio profondo e talvolta costante che, se non trattato in maniera efficace, può comportare delle conseguenze sulla vita quotidiana. Tra le numerose soluzioni che sono state studiate per contrastarlo, è stato dimostrato come anche la musica possa contribuire ad un generale miglioramento della qualità della vita nei soggetti che presentano questa problematica.

Tipologie e frequenza dell'acufene

L’acufene è un disturbo dell’apparato uditivo che si manifesta con la percezione di suoni senza che questi vengano realmente prodotti da fonti esterne. Suquesto punto è opportuno ricordare che esistono due tipologie di acufene:

  • l’acufene soggettivo
  • l’acufene oggettivo

Acufene soggettivo

Il primo è caratterizzato per la percezione del suono in assenza di uno stimolo acustico e, di conseguenza, può essere udito solamente dal paziente; si tratta della tipologia più diffusa.

Acufene oggettivo

L’acufene oggettivo, invece, è meno diffuso e i suoni percepiti sono prodotti da componenti contigue all’orecchio: pertanto, talvolta, possono essere uditi anche da chi esegue i test dell’udito.

Cosa si intende per frequenza

Durante la fase di diagnosi, viene individuata anche la frequenza dell’acufene, che indica non tanto l’assiduità con cui si presenta il disturbo, piuttosto quali sono le “frequenze” (Hertz) alle quali può essere percepito. In linea di massima, questo disturbo viene registrato alle frequenze uguali o superiori a 3000 Hz e ha un’intensità, ovvero un volume, compresa tra 3-5 dB.2 .

Individuare la frequenza dell’acufene è molto importante per poter procedere con la scelta della soluzione ideale per ridurre e trattare efficacemente questo disturbo.

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La musica per coprire gli acufeni

Gli effetti benefici della musica sulla salute sono noti e ormai dimostrati da numerosi studi, tanto che la musicoterapia viene adottata in numerosi contesti e per trattare le patologie più svariate. Proprio per questo, la musica viene utilizzata anche per ridurre gli effetti dell’acufene.

Per poter individuare la giusta frequenza dei suoni e creare una “playlist” che possa effettivamente essere d’aiuto, è fondamentale procedere con una specifica misurazione: questa - secondo l’American Tinnitus Association (ATA) - valuta la frequenza e il volume dell’acufene attraverso un test fisico dei muscoli delle orecchie, nonché delle membrane e delle cellule ciliate che si trovano all’interno dell’orecchio.

Una volta stabilite le caratteristiche dell’acufene è possibile scegliere la musica che meglio si adatta al trattamento. In questo senso, il criterio da seguire è quello di scegliere dei brani musicali con una frequenza dei suoni tale da poter contrastare e coprire gli acufeni.

Esistono infatti numerose playlist musicali create ad hoc per combattere l’acufene e che si rivelano particolarmente utili quando bisogna rimanere concentrati per un periodo prolungato di tempo oppure prima di addormentarsi la sera; in particolare, l’ascolto della musica prima di coricarsi può aiutare in maniera significativa a prendere sonno. L’ascolto di musica distrae il cervello e facilita alcune attività come l’assopimento, altrimenti difficili poiché in ambienti silenziosi l’acufene si acuisce.

 

Evidenze dell'efficacia della musica contro l'acufene

Un recente studio condotto dai medici di tre ospedali e cliniche ORL in Giappone, si è focalizzato sull’efficacia della musica durante i trattamenti di terapia riabilitativa dell’acufene (TRT) che utilizzano suoni simili a quelli dell’organo o delle campane a vento. Le sequenze musicali proposte sono prevedibili in quanto seguono schemi ben precisi, ma mai monotone (per questo chiamata musica frattale) e comportano un profondo rilassamento nelle persone che soffrono di acufene. Come afferma il dott. Yoshimasa Sekiya, uno dei principali ricercatori che ha condotto questo studio, “ll ciclo di trattamento con musica frattale porta inizialmente le persone a prendere coscienza dell'acufene, per poi farle sentire rilassate, a loro agio, offrendo sollievo”.

Lo studio riporta anche la situazione specifica di una donna di 70 anni che aveva un grave deficit uditivo oltre a soffrire di acufene che le impediva di svolgere le proprie mansioni lavorative; nonostante i numerosi trattamenti palliativi, non era mai riuscita a trovare una soluzione o percepire dei miglioramenti tangibili della propria situazione. Dopo un solo mese da quando  aveva iniziato ad indossare l’apparecchio acustico che, oltre ad aiutare nell'amplificazione dei suoni, genera anche dei toni frattali, la sua situazione era significativamente migliorata.

Musica e acufene, un’arma a doppio taglio

Sebbene determinate frequenze di musica possano aiutare a contrastare l’effetto dell’acufene, è opportuno sottolineare come, in alcuni, sia proprio la musica a causare questo genere di disturbi.

Può capitare infatti di avvertire sibili e ronzii dopo che si è partecipato ad un concerto o una serata all’insegna del divertimento con musica a volume elevato: questo genere di acufene può protrarsi per qualche ora ed è destinata a scomparire in poco tempo nella maggior parte dei casi. Per favorire la ripresa, è opportuno dedicarsi un momento di “riposo acustico” in modo da poter ridurre lo stress sonoro al quale si è stati sottoposti.

Qualora, invece, l’acufene non venga meno non è necessario allarmarsi, ma semplicemente tenere sotto controllo questo problema e, in caso di persistenza, rivolgersi al proprio medico o ad uno specialista. Può capitare, talvolta, che l’intensità del suono al quale si è stati esposti sia talmente elevato da causare un danno uditivo permanente.

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