Impianti cocleari: cosa sono e come si usano
Gli impianti cocleari rappresentano una delle innovazioni più rilevanti nel campo dell’audiologia moderna e hanno permesso a oltre mezzo milione di persone nel mondo di accedere nuovamente ai suoni e alla comunicazione orale, con un numero di utilizzatori in costante aumento. Si tratta di dispositivi medici altamente tecnologici, progettati per persone con sordità neurosensoriale grave o profonda che non traggono benefici adeguati dagli apparecchi acustici tradizionali.
- Dall’approvazione del primo impianto cocleare da parte della Food and Drug Administration (FDA) nel 1984, la tecnologia ha compiuto enormi passi avanti. I progressi hanno riguardato sia la progettazione degli elettrodi, oggi più sottili e flessibili per adattarsi meglio alla coclea, sia le tecniche chirurgiche, diventate più precise e meno invasive. A questi si aggiungono miglioramenti significativi nei processori del suono, nei software di codifica e nelle strategie di stimolazione, che consentono una trasmissione più efficace delle informazioni sonore al nervo uditivo.
- A differenza degli apparecchi acustici, che amplificano i suoni, l’impianto cocleare bypassa le cellule sensoriali danneggiate dell’orecchio interno e stimola direttamente il nervo uditivo tramite impulsi elettrici. Questo lo rende una valida alternativa terapeutica nei casi di sordità profonda, sia negli adulti sia nei bambini, nei quali un impianto precoce può favorire lo sviluppo del linguaggio.
- Oggi gli impianti cocleari offrono numerosi vantaggi: migliore percezione del parlato, maggiore autonomia nella vita quotidiana e una significativa riduzione dell’isolamento sociale. Per quanto riguarda l’aspetto estetico, è importante precisare che non esistono impianti cocleari completamente invisibili. Tuttavia, i modelli più recenti prevedono componenti esterne sempre più compatte e discrete, pensate per integrarsi con naturalezza nella vita di tutti i giorni, senza compromettere le prestazioni cliniche.
- Possono fornire una valida alterativa agli apparecchi acustici per sordità profonda. Vediamo le caratteristiche di questi impianti e tutti i vantaggi di cui può godere chi li sceglie, in particolare se opta per gli impianti cocleari invisibili.
Che cos'è un impianto cocleare e come funziona
Un impianto cocleare è un dispositivo elettronico di piccole dimensioni ma tecnologicamente molto complesso, progettato per consentire alle persone con ipoacusia grave o profonda di percepire nuovamente i suoni quando gli apparecchi acustici tradizionali non risultano più efficaci. A differenza delle protesi acustiche, infatti, l’impianto cocleare non amplifica i suoni, ma li cattura, li trasforma in impulsi elettrici e li invia direttamente al nervo uditivo, bypassando le parti danneggiate dell’orecchio interno (in particolare le cellule ciliate della coclea).
Il funzionamento dell’impianto cocleare si articola in diverse fasi. Il microfono esterno raccoglie i suoni ambientali, che vengono poi elaborati dal processore del suono e convertiti in segnali digitali. Questi segnali vengono trasmessi tramite onde radio a un’unità interna impiantata chirurgicamente sotto la pelle. Il ricevitore-stimolatore interno invia quindi impulsi elettrici a un array di elettrodi inserito nella coclea, che stimola direttamente il nervo acustico. Il cervello riceve questi segnali e li interpreta come suoni, permettendo così la percezione uditiva. Un impianto cocleare è composto da due parti principali:
- Parte esterna, indossata dietro l’orecchio, che include microfono, processore del suono, sistema di trasmissione e batteria.
- Parte interna, costituita da un ricevitore-stimolatore posizionato sotto la cute e da un sistema di elettrodi inserito nella coclea.
L’inserimento dell’impianto cocleare richiede un intervento chirurgico in anestesia generale, eseguito da uno specialista. La procedura più comunemente utilizzata è la mastoidectomia. Dopo l’intervento, è fondamentale affrontare una fase di attivazione, taratura e riabilitazione uditiva, durante la quale il paziente impara progressivamente a riconoscere e interpretare i nuovi stimoli sonori.
Gli impianti cocleari sono disponibili sia per adulti che per bambini e rappresentano oggi un supporto audiologico altamente efficace non solo nei casi di ipoacusia medio-grave, ma anche in presenza di sordità profonda. Sebbene non permettano di guarire definitivamente dall’ipoacusia né di ripristinare completamente l’udito naturale, gli impianti cocleari consentono a molte persone di riconquistare la percezione dei suoni e migliorare in modo significativo la qualità della vita e la comunicazione quotidiana.
Orecchio interno e coclea: cosa sapere
- L’orecchio interno è costituito principalmente da due strutture cave: la coclea, responsabile della funzione uditiva, e il sistema vestibolare, che svolge un ruolo essenziale nel mantenimento dell’equilibrio. Entrambe queste strutture sono collegate al cervello tramite specifici nervi: la coclea comunica attraverso il nervo cocleare, mentre il sistema vestibolare è connesso mediante il nervo vestibolare.
- All’interno della coclea e dell’apparato vestibolare è presente un fluido chiamato endolinfa, caratterizzato da un’elevata concentrazione di potassio. Questo liquido è indispensabile sia per l’udito sia per l’equilibrio, poiché contribuisce in modo decisivo alla trasmissione degli impulsi nervosi dall’orecchio interno al sistema nervoso centrale.
- La coclea, dalla forma simile a una spirale o a una chiocciola, rappresenta il vero e proprio centro di trasformazione dei suoni in segnali nervosi. Questo processo avviene grazie a cellule sensoriali specializzate, le cellule ciliate, immerse nell’endolinfa e organizzate nell’organo del Corti. Una volta convertite le vibrazioni sonore in impulsi elettrici, l’organo del Corti, in collaborazione con l’endolinfa, stimola il nervo cocleare, che trasporta le informazioni uditive al cervello per la loro interpretazione finale.
Quando si fa l'impianto cocleare?
L’impianto cocleare si prende in considerazione quando una persona presenta una perdita uditiva neurosensoriale grave o profonda e gli apparecchi acustici tradizionali non sono più sufficienti a garantire una comprensione efficace dei suoni e del linguaggio. Non si tratta quindi di una prima scelta, ma di una soluzione indicata dopo una valutazione accurata.
Generalmente, l’impianto cocleare viene proposto quando l’ipoacusia compromette in modo significativo la vita quotidiana, la comunicazione e l’autonomia, nonostante l’uso corretto e prolungato di apparecchi acustici ben regolati. La decisione dipende anche dai risultati di test audiologici specifici, che misurano la capacità di percepire e comprendere i suoni con le protesi.
L’età non rappresenta un limite assoluto: l’impianto cocleare può essere effettuato nei bambini, anche molto piccoli, per favorire lo sviluppo del linguaggio, ma anche negli adulti e negli anziani, purché le condizioni di salute lo consentano. Nei bambini, una diagnosi precoce è fondamentale per ottenere i migliori risultati.
Prima dell’intervento è sempre necessario un percorso multidisciplinare, che coinvolge otorinolaringoiatri, audiologi e logopedisti. Questo percorso serve a valutare l’idoneità, chiarire le aspettative e preparare il paziente alla riabilitazione successiva, parte essenziale del successo dell’impianto cocleare.
Differenza tra apparecchi acustici e impianti
La differenza tra apparecchi acustici e impianti uditivi riguarda il funzionamento, le indicazioni cliniche e il grado di perdita uditiva a cui sono destinati. Gli apparecchi acustici sono dispositivi esterni che amplificano i suoni e li rendono più udibili per chi presenta una perdita uditiva lieve, media o anche grave. Funzionano sfruttando le strutture residue dell’orecchio e rappresentano quasi sempre la prima soluzione consigliata in caso di ipoacusia.
- Gli impianti uditivi, come l’impianto cocleare, sono invece indicati quando la perdita uditiva è grave o profonda e l’amplificazione non è più sufficiente. A differenza degli apparecchi acustici, l’impianto cocleare non amplifica il suono, ma lo trasforma in impulsi elettrici che stimolano direttamente il nervo acustico, bypassando le parti danneggiate dell’orecchio interno.
- Un’altra differenza fondamentale riguarda l’intervento: gli apparecchi acustici non richiedono chirurgia, mentre gli impianti prevedono un intervento chirurgico e un percorso di riabilitazione successivo. Inoltre, l’adattamento agli impianti è più lungo e richiede un impegno costante.
- In sintesi, gli apparecchi acustici sono adatti alla maggior parte delle perdite uditive, mentre gli impianti rappresentano una soluzione più avanzata per casi selezionati, valutati da uno specialista.
Quando l’impianto cocleare non è indicato
- L’impianto cocleare non può essere utilizzato in tutte le condizioni cliniche. Esistono infatti situazioni in cui la procedura risulta non indicata o inefficace. Tra le principali controindicazioni rientrano le forme di sordità causate da danni al nervo vestibolococleare (ottavo nervo cranico) o al tronco encefalico, poiché in questi casi il segnale elettrico non può essere correttamente trasmesso al cervello.
- L’intervento è inoltre controindicato in presenza di infezioni croniche dell’orecchio medio, come otiti persistenti, o in caso di perforazione timpanica non risolta, che aumentano il rischio di complicanze. Altre condizioni che impediscono l’installazione dell’impianto sono l’assenza congenita della coclea o del nervo acustico e la presenza di una coclea ossificata, evenienza che può verificarsi, ad esempio, dopo alcune forme di meningite. In tutte queste situazioni, l’impianto non sarebbe in grado di stimolare efficacemente il sistema uditivo.
Quando l'impianto cocleare è efficace?
- Grazie ai progressi continui della tecnologia audiologica e delle tecniche chirurgiche, l’impianto cocleare è oggi considerato una soluzione efficace per molte persone con sordità profonda o ipoacusia grave che non traggono beneficio dagli apparecchi acustici tradizionali. L’efficacia di questa tecnologia è confermata dalla sua ampia diffusione a livello internazionale.
- Nel mondo, il numero di impianti cocleari installati ha superato le centinaia di migliaia già nel primo decennio degli anni 2000. Negli Stati Uniti, decine di migliaia di adulti e bambini utilizzano un impianto cocleare, mentre nel Regno Unito il numero di portatori cresce costantemente ogni anno. Anche in Italia l’impianto cocleare è una realtà consolidata, con migliaia di persone impiantate e centinaia di nuove procedure eseguite annualmente.
- Questi dati dimostrano come l’impianto cocleare rappresenti oggi una opzione terapeutica ampiamente riconosciuta, con benefici documentati in termini di percezione del suono e qualità della vita.
Impianto cocleare: come funziona e mostra un malfunzionamento
Il funzionamento avviene in più fasi: il microfono cattura i suoni ambientali, il processore li analizza e li converte in segnali digitali, che vengono inviati alla parte interna dell’impianto. Gli elettrodi stimolano il nervo acustico, permettendo al cervello di interpretare i suoni. Dopo l’attivazione, è fondamentale un percorso di riabilitazione, perché l’ascolto iniziale è diverso da quello naturale e richiede un adattamento progressivo.
In caso di malfunzionamento, il problema riguarda spesso la parte esterna, ad esempio per danni causati da umidità, urti o usura, con conseguente assenza o distorsione del suono. Più raramente possono verificarsi problemi alla componente interna. Controlli regolari e manutenzione adeguata sono essenziali per garantire il corretto funzionamento dell’impianto.
Componenti degli impianti cocleari
Un impianto cocleare è costituito da due parti principali: una sezione esterna, generalmente posizionata dietro l’orecchio, nella zona retroauricolare, e una sezione interna, che viene impiantata chirurgicamente all’interno dell’orecchio.
Componenti della parte esterna dell’impianto cocleare
- La parte esterna dell’impianto comprende solitamente diversi elementi con funzioni specifiche. I microfoni hanno il compito di rilevare i suoni presenti nell’ambiente circostante.
- Questi segnali acustici vengono poi inviati al processore del parlato, che analizza e seleziona le informazioni sonore più rilevanti, riducendo i rumori non essenziali e ottimizzando la comprensione del linguaggio.
- Successivamente, il trasmettitore invia i segnali elaborati alla componente interna dell’impianto, attraverso un collegamento wireless.
Componenti della parte interna dell’impianto cocleare
- La componente interna è costituita da un ricevitore-stimolatore, posizionato sotto la pelle, in corrispondenza del trasmettitore esterno.
- Questo dispositivo ha la funzione di trasformare i segnali ricevuti in impulsi elettrici.
- A esso è collegato un array di elettrodi, inserito nella coclea, che convoglia tali impulsi direttamente al nervo cocleare. In questo modo, il segnale elettrico stimola il nervo uditivo, consentendo al cervello di interpretare i suoni.
Impianto cocleare di ultima generazione: com'è fatto?
Un impianto cocleare di ultima generazione è un dispositivo medico elettronico progettato per ripristinare la percezione dei suoni nelle persone con sordità neurosensoriale grave o profonda, quando gli apparecchi acustici non sono sufficienti. A differenza di questi ultimi, l’impianto non amplifica il suono, ma stimola direttamente il nervo acustico. È composto da due parti principali: una esterna e una interna, entrambe basate su tecnologie clinicamente validate e approvate da enti regolatori internazionali (come CE e FDA). La parte esterna include:
- un processore del suono, simile a un apparecchio acustico, che cattura i suoni ambientali;
- uno o più microfoni direzionali, spesso supportati da algoritmi avanzati di riduzione del rumore e gestione del parlato;
- una bobina di trasmissione, che invia i segnali alla parte interna tramite induzione magnetica.
La parte interna, impiantata chirurgicamente sotto la pelle, è costituita da:
- un ricevitore-stimolatore, che converte il segnale digitale in impulsi elettrici;
- un fascio di elettrodi inserito nella coclea, progettato per rispettare l’anatomia cocleare e stimolare selettivamente le fibre del nervo uditivo.
Gli impianti di ultima generazione si distinguono per materiali biocompatibili, maggiore precisione di stimolazione, compatibilità con risonanza magnetica e integrazione con dispositivi wireless, offrendo risultati uditivi sempre più naturali e personalizzati.
Impianti cocleari smart: novità dal 2024 in poi
- Gli impianti cocleari di ultima generazione e smart (dal 2024 in poi) rappresentano un’evoluzione significativa nella riabilitazione uditiva delle persone con sordità neurosensoriale grave o profonda. Le innovazioni recenti, introdotte dai principali produttori certificati a livello internazionale, si basano su tecnologie clinicamente validate e approvate da enti regolatori come CE ed FDA.
- Tra le principali novità troviamo processori del suono più intelligenti, dotati di algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning capaci di analizzare l’ambiente sonoro in tempo reale. Questi sistemi regolano automaticamente la stimolazione per migliorare la comprensione del parlato anche in contesti complessi, come ambienti rumorosi o affollati.
- Gli impianti cocleari di nuova generazione introducono anche una maggiore connettività wireless (Bluetooth Low Energy), permettendo il collegamento diretto a smartphone, televisori e microfoni remoti. Le app dedicate consentono agli utenti di monitorare le prestazioni, regolare alcune impostazioni e ricevere aggiornamenti software certificati.
- Dal punto di vista chirurgico, i nuovi modelli offrono elettrodi più sottili e flessibili, progettati per preservare al meglio le strutture cocleari residue. Inoltre, la compatibilità con la risonanza magnetica fino a 3 Tesla, senza rimozione del magnete, rappresenta uno standard sempre più diffuso.
- Questi progressi rendono l’impianto cocleare smart una soluzione sempre più personalizzata, sicura ed efficace, migliorando la qualità della vita e l’autonomia degli utenti.
Impianto cocleare invisibile e interno: novità
- L’impianto cocleare invisibile e interno, spesso definito anche orecchio bionico, rappresenta una delle innovazioni più rilevanti nel campo della riabilitazione uditiva. Con il termine impianto cocleare invisibile si fa riferimento ai sistemi in cui la parte impiantata è completamente sotto la pelle e i componenti esterni sono sempre più compatti, discreti o temporaneamente removibili.
- Le novità sugli impianti cocleari invisibili, sviluppate dai principali produttori certificati a livello internazionale, riguardano soprattutto il design e la tecnologia interna. Gli impianti cocleari interni di nuova generazione utilizzano materiali altamente biocompatibili e ricevitori-stimolatori più sottili, progettati per integrarsi meglio con l’anatomia cranica e ridurre l’impatto estetico.
- Un aspetto chiave dell’impianto interno è l’uso di elettrodi cocleari avanzati, più flessibili e delicati, che favoriscono la preservazione dell’udito residuo. Inoltre, molti modelli recenti offrono compatibilità completa con risonanza magnetica fino a 3 Tesla, senza necessità di interventi aggiuntivi.
- Dal punto di vista funzionale, le nuove soluzioni interne lavorano con processori del suono intelligenti, capaci di adattare la stimolazione alle diverse situazioni sonore. Anche se oggi un impianto totalmente invisibile non è ancora uno standard clinico, l’evoluzione degli impianti cocleari interni va chiaramente verso dispositivi sempre più discreti, integrati e orientati al comfort e alla qualità della vita del paziente.
Impianto cocleare: pro e contro
L’impianto cocleare rappresenta una soluzione efficace e scientificamente validata per specifici casi di sordità grave, ma richiede una valutazione multidisciplinare accurata, informazioni complete e aspettative realistiche. La decisione deve sempre essere condivisa tra paziente, famiglia e specialisti sanitari.
Vantaggi dell’impianto cocleare
- Uno dei principali benefici dell’impianto cocleare è il miglioramento della percezione del parlato, anche in soggetti con sordità severa. Studi clinici dimostrano che molti pazienti riescono a comprendere conversazioni senza supporto visivo e, in alcuni casi, a usare il telefono. Nei bambini, soprattutto se impiantati precocemente, l’impianto può favorire lo sviluppo del linguaggio orale e migliori risultati educativi.
- Un ulteriore vantaggio riguarda la qualità della vita: numerose ricerche evidenziano una riduzione dell’isolamento sociale, un miglioramento del benessere psicologico e una maggiore autonomia nella vita quotidiana.
Svantaggi e limiti
- L’impianto cocleare richiede un intervento chirurgico, che comporta rischi, seppur generalmente bassi, come infezioni, vertigini o complicanze anestesiologiche. Inoltre, l’udito ottenuto non è naturale: il suono percepito è diverso da quello fisiologico e richiede riabilitazione uditiva intensiva.
- Non tutti i pazienti sono candidati idonei. L’efficacia dipende da fattori come età, durata della sordità, integrità del nervo uditivo e motivazione personale. Va inoltre considerato che l’impianto può limitare future opzioni terapeutiche e rende l’orecchio impiantato non compatibile con alcuni esami diagnostici senza specifiche precauzioni
Quali sono i vantaggi? Approfondiamo
I benefici di un impianto cocleare sono notevoli, ma è importante tenere presente che ci vuole tempo per imparare a interpretare i segnali che si ricevono da questo dispositivo.
In particolare, coloro che stanno aspettando di sottoporsi all’intervento chirurgico si chiedono spesso in che modo questa operazione potrà modificare la propria capacità uditiva. In base alle testimonianze di altri pazienti, è possibile affermare che dopo l’intervento si possono percepire diversi tipi di suoni come il rumore di passi, porte che sbattono, motori, lo squillo di un telefono, cani che abbaiano, il fischio di un bollitore, il fruscio delle foglie, un interruttore della luce e altro ancora. Inoltre, le persone con impianti cocleari hanno riferito anche la capacità di:
- Sentire un discorso senza il supporto di segnali visivi come la lettura delle labbra
- Ascoltare in un ambiente rumoroso
- Stabilire la provenienza dei suoni
- Ascoltare programmi televisivi e conversazioni telefoniche
Su questo punto è opportuno riportare come una revisione retrospettiva del 2011 su più di 50 studi precedenti ha esaminato l’efficacia degli impianti cocleari in adulti con ipoacusia neurosensoriale. I ricercatori hanno concluso che l’impianto cocleare monolaterale è un metodo efficace di assistenza all’udito che fornisce miglioramenti significativi nella percezione del parlato e nella qualità della vita correlata alla salute negli adulti con ipoacusia neurosensoriale.
Inoltre, i risultati di studi pubblicati di recente suggeriscono che gli individui con impianti cocleari in entrambe le orecchie percepiscono meglio il parlato rispetto agli individui con un solo impianto cocleare, specialmente in ambienti rumorosi.
Quando ricorrere all’impianto cocleare
Gli impianti cocleari non sono un rimedio per tutti i tipi di ipoacusia, tuttavia, per essere idonei, è necessario soddisfare specifici requisiti medici indicati dalla FDA e dalle compagnie assicurative. In particolare, avere oltre 6 mesi di età e soddisfare i criteri che seguono possono essere considerati idonei per l’impianto cocleare:
Ipoacusia neurosensoriale
- Componente cocleare dell’ottavo nervo cranico con anatomia relativamente conservata
Sordità unilaterale o bilaterale
- Neuropatia uditiva (incapacità di inviare i suoni da un orecchio interno integro al cervello)
- Disponibilità a presentarsi ai controlli successivi dell’equipe audiologica e otorinolaringoiatrica
- Assenza di controindicazioni all’anestesia generale e alla procedura chirurgica
Un impianto cocleare non è invece appropriato per le persone che presentano una delle seguenti condizioni:
- Assenza di orecchio interno (aplasia cocleare) o dell’ottavo nervo cranico
- Intolleranza all’anestesia generale
- Ipoacusia trasmissiva
- Ipoacusia che può essere trattata in maniera efficace con un apparecchio acustico
Con l'impianto cocleare dopo quanto si sente?
L’impianto cocleare consente di iniziare a percepire suoni poche settimane dopo l’intervento, ma la comprensione uditiva è un processo graduale. I risultati migliori si ottengono con tempo, allenamento e un adeguato supporto specialistico, come confermato dalle principali autorità sanitarie internazionali. Dopo l’intervento chirurgico di impianto cocleare, l’udito non viene infatti ripristinato immediatamente. A differenza di quanto si potrebbe pensare, il dispositivo non viene attivato subito dopo l’operazione. Secondo le linee guida cliniche internazionali, l’attivazione avviene generalmente dopo 2–4 settimane, quando i tessuti si sono adeguatamente cicatrizzati.
Il momento dell’attivazione, chiamato anche switch-on, rappresenta il primo contatto del paziente con i suoni trasmessi dall’impianto. Tuttavia, sentire non significa comprendere subito. Il cervello deve imparare a interpretare segnali elettrici completamente nuovi, diversi dai suoni naturali.
Come si sente con un impianto cocleare?
- Nelle prime settimane, molti pazienti descrivono i suoni come metallici, artificiali, distorti o simili a segnali elettronici. Le voci possono apparire poco naturali e difficili da distinguere. Questa percezione iniziale è normale ed è ampiamente documentata dalla letteratura scientifica.
- Con il tempo, grazie alla plasticità cerebrale e a un percorso strutturato di riabilitazione uditiva e logopedica, il cervello migliora progressivamente la capacità di riconoscere parole, voci e suoni ambientali. Nei mesi successivi, molti utenti riferiscono una percezione più chiara del parlato, soprattutto in ambienti silenziosi.
Quanto tempo serve per ottenere benefici reali?
- I miglioramenti più significativi si osservano in genere tra i 3 e i 12 mesi dall’attivazione, anche se il percorso varia da persona a persona. Fattori come l’età, la durata della sordità, l’uso precedente di apparecchi acustici e la costanza nella riabilitazione influenzano fortemente i risultati.
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1. Preparazione all’impianto cocleare
- Prima di procedere con l’installazione di un impianto cocleare, è necessario affrontare un percorso di valutazione clinica approfondita, finalizzato a stabilire se il paziente sia un candidato idoneo all’intervento. In questa fase, la persona riceve anche informazioni dettagliate su come si svolgerà l’operazione, sulle regole da seguire prima dell’intervento e sulle aspettative realistiche dei risultati.
- Gli accertamenti pre-operatori includono una visita medica completa, l’anamnesi, esami del sangue e delle urine, oltre a una valutazione audiologica approfondita. Vengono inoltre analizzate le capacità linguistiche e i benefici ottenuti dall’uso di apparecchi acustici. Completano il quadro diagnostico esami strumentali come TAC e risonanza magnetica dell’orecchio interno e del nervo uditivo. In alcuni casi, sono previsti anche test psicologici, utili a valutare la motivazione e la capacità di affrontare il percorso riabilitativo.
2. Come avviene l’installazione
- L’impianto cocleare viene inserito tramite un intervento chirurgico in anestesia generale, generalmente eseguito in ospedale o in una clinica specializzata. La procedura prevede spesso una mastoidectomia, cioè l’incisione dell’osso temporale dietro l’orecchio, che consente al chirurgo di raggiungere le strutture dell’orecchio interno. Attraverso questo accesso vengono posizionati il ricevitore-stimolatore sotto la pelle e il sistema di elettrodi all’interno della coclea.
- La durata dell’intervento di impianto cocleare può variare: nella maggior parte dei casi oscilla tra un’ora e due ore, ma talvolta può prolungarsi. Al termine è previsto un breve ricovero ospedaliero, solitamente da uno a tre giorni, durante il quale il personale sanitario monitora le condizioni del paziente. Nelle prime 24 ore possono comparire stordimento, mal di testa o vertigini, effetti comuni dell’anestesia generale.
- L’impianto può essere monolaterale o bilaterale, a seconda che la perdita uditiva interessi uno o entrambi gli orecchi. Nei bambini, grazie ai progressi tecnologici, l’intervento può essere eseguito già a partire dai 12 mesi di età.
3. Dopo l’intervento: attivazione e riabilitazione
- Il periodo immediatamente successivo all’operazione è spesso delicato: nelle settimane che precedono la prima visita di controllo, le capacità uditive possono apparire temporaneamente ridotte. Dopo circa 4–6 settimane, avviene la prima visita post-operatoria presso il centro di riferimento. In questa occasione viene fornita la componente esterna del dispositivo e l’audiologo procede con l’attivazione e la mappatura dell’impianto, regolando il processore in base alle esigenze individuali.
- Questo momento è spesso molto intenso dal punto di vista emotivo, poiché rappresenta il primo contatto con i suoni trasmessi dall’impianto. Tuttavia, l’ascolto non è immediatamente naturale: gli stimoli generati dall’impianto sono diversi da quelli di un orecchio sano e richiedono un percorso di riabilitazione uditiva e logopedica.
- Nei mesi successivi sono necessarie visite di controllo periodiche per ottimizzare la mappatura e migliorare progressivamente la comprensione dei suoni. Con pratica, tempo e supporto specialistico, il paziente impara a interpretare correttamente le informazioni sonore e a utilizzare al meglio l’impianto nella vita quotidiana.
Convalescenza dopo l'intervento impianto cocleare
- La convalescenza dopo un intervento di impianto cocleare è generalmente ben tollerata e segue protocolli clinici consolidati. Subito dopo l’operazione, il paziente rimane in osservazione in ospedale per uno o pochi giorni, durante i quali vengono monitorate le condizioni generali e l’area operata. Nelle prime 24–48 ore è comune avvertire stanchezza, lieve dolore, senso di pressione all’orecchio, mal di testa o vertigini, sintomi considerati normali conseguenze dell’intervento e dell’anestesia generale.
- La ferita chirurgica deve essere mantenuta pulita e asciutta; i punti vengono solitamente rimossi o riassorbiti nel giro di 7–10 giorni. Nei giorni successivi è consigliato evitare sforzi fisici intensi, movimenti bruschi della testa e attività che possano aumentare la pressione, come sollevare pesi o praticare sport. Secondo le linee guida sanitarie, la maggior parte dei pazienti può riprendere gradualmente le normali attività quotidiane entro 1–2 settimane.
- È importante sottolineare che, durante la fase di convalescenza, l’impianto non è ancora attivo. L’attivazione del dispositivo e la prima mappatura avvengono generalmente dopo 2–6 settimane, una volta completata la guarigione dei tessuti. In questo periodo, l’udito può apparire temporaneamente ridotto.
- Il pieno recupero non coincide con la guarigione chirurgica: i benefici dell’impianto dipendono da un successivo percorso di riabilitazione uditiva, fondamentale per imparare a interpretare correttamente i nuovi segnali sonori.
Impianto cocleare senza intervento: si può fare?
- No, l’impianto cocleare non può essere eseguito senza un intervento chirurgico. Secondo le linee guida ufficiali di enti sanitari come NHS, OMS, FDA e delle principali società di otorinolaringoiatria, la chirurgia è una fase indispensabile della procedura.
- L’impianto cocleare è composto da una parte interna, che include un ricevitore-stimolatore e un array di elettrodi da inserire nella coclea, e da una parte esterna. Per posizionare correttamente questi componenti interni è necessario un intervento in anestesia generale, che consente al chirurgo di accedere in sicurezza all’orecchio interno attraverso l’osso temporale. Attualmente non esistono tecnologie approvate che permettano di collocare gli elettrodi nella coclea senza chirurgia.
- È importante distinguere l’impianto cocleare da altre soluzioni non invasive. Gli apparecchi acustici, ad esempio, non richiedono intervento chirurgico e amplificano i suoni, ma risultano inefficaci nei casi di sordità neurosensoriale grave o profonda. Esistono anche dispositivi a conduzione ossea o impianti dell’orecchio medio, ma anch’essi, se impiantabili, prevedono una procedura chirurgica e non sostituiscono l’impianto cocleare nei pazienti idonei.
- La ricerca scientifica sta esplorando nuove tecnologie per il trattamento della perdita uditiva, ma ad oggi l’impianto cocleare senza intervento non è possibile né clinicamente né legalmente. Qualsiasi proposta che affermi il contrario non è supportata da evidenze scientifiche riconosciute e deve essere valutata con cautela da uno specialista.
Impianto cocleare: rischi e possibili complicanze dell'intervento
Sebbene l’intervento di impianto cocleare sia considerato clinicamente sicuro e ampiamente utilizzato, è importante ricordare che, come ogni procedura chirurgica eseguita in anestesia generale, comporta potenziali rischi e complicanze. Tali eventi sono generalmente poco frequenti, ma devono essere valutati attentamente prima dell’intervento.
- Studi clinici condotti su pazienti adulti, inclusi soggetti anziani, indicano che la maggior parte delle complicanze è di entità lieve o moderata. Una ricerca a lungo termine condotta presso il Johns Hopkins Hospital su oltre 400 adulti ha evidenziato un numero contenuto di eventi avversi, tra cui infezioni locali, disturbi dell’equilibrio persistenti e, in una minoranza di casi, la necessità di rimozione o revisione chirurgica del dispositivo.
- Tra le complicanze minori rientrano dolore post-operatorio, gonfiore, raccolte di liquidi o sangue nella sede chirurgica e infezioni della ferita. Possono inoltre verificarsi episodi transitori di vertigini o instabilità, dovuti al coinvolgimento dell’orecchio interno. Più raramente si osservano alterazioni del gusto, acufeni o riduzione della sensibilità cutanea intorno all’orecchio.
- Le complicanze maggiori, sebbene poco comuni, includono il danneggiamento del nervo facciale con possibile debolezza muscolare, lo spostamento dei componenti dell’impianto, infezioni profonde come mastoidite o otite media e, in casi eccezionali, meningite o perdita di liquido cerebrospinale. In alcune situazioni può rendersi necessario un intervento chirurgico di revisione.
- Nel complesso, le evidenze scientifiche mostrano che i benefici dell’impianto cocleare superano ampiamente i rischi nella maggior parte dei pazienti idonei, a condizione che la procedura sia preceduta da una valutazione specialistica accurata e seguita da un adeguato monitoraggio post-operatorio.
Impianto cocleare: esperienze negative
Sebbene l’impianto cocleare offra benefici importanti a molte persone, non tutte le esperienze sono positive e una parte dei pazienti riporta difficoltà o insoddisfazione.
- Studi qualitativi e testimonianze raccolte da centri clinici e associazioni di pazienti mostrano che uno degli aspetti più critici riguarda la qualità del suono percepito, soprattutto nelle fasi iniziali dopo l’attivazione. Alcuni utenti descrivono i suoni come artificiali, metallici o distorti, con una comprensione del parlato inizialmente limitata.
- Diverse testimonianze evidenziano anche problemi nell’ascolto in ambienti rumorosi, nonostante un buon funzionamento del dispositivo in situazioni silenziose. Questo può generare frustrazione e affaticamento uditivo, soprattutto nella vita lavorativa e sociale. Altri pazienti riferiscono la necessità di numerose regolazioni del processore e un percorso di adattamento più lungo del previsto.
- Dal punto di vista clinico, alcune esperienze negative sono legate a complicanze post-operatorie, come vertigini persistenti, acufeni o fastidi nella zona dell’impianto. In casi più rari, vengono riportati infezioni, spostamenti dei componenti o risultati inferiori alle aspettative.
- Infine, alcune persone sottolineano l’impatto psicologico dell’impianto, soprattutto quando le aspettative iniziali non vengono soddisfatte. Le evidenze scientifiche confermano che i risultati dell’impianto cocleare variano notevolmente da individuo a individuo, rendendo fondamentale una corretta informazione pre-operatoria e un supporto riabilitativo continuo.
Impianto cocleare bilaterale: cosa sapere
L’impianto cocleare bilaterale prevede l’inserimento di un impianto in entrambe le orecchie ed è indicato in persone con perdita uditiva neurosensoriale grave o profonda bilaterale che non ottengono benefici sufficienti dagli apparecchi acustici. Le principali autorità sanitarie e società scientifiche di otorinolaringoiatria riconoscono questa opzione come clinicamente valida in casi selezionati.
- Rispetto all’impianto monolaterale, il bilaterale può offrire vantaggi funzionali documentati: migliore localizzazione dei suoni, maggiore comprensione del parlato in ambienti rumorosi e una percezione sonora più equilibrata. Questi benefici sono legati all’ascolto binaurale, cioè all’uso simultaneo di entrambe le orecchie, che facilita l’elaborazione cerebrale dei segnali uditivi.
- L’impianto bilaterale può essere eseguito in un unico intervento (simultaneo) oppure in due interventi separati (sequenziale), a seconda delle condizioni cliniche, dell’età e delle indicazioni del centro specialistico. Nei bambini, soprattutto se impiantati precocemente, l’approccio bilaterale è associato a migliori risultati nello sviluppo del linguaggio.
- È importante considerare anche i limiti e gli aspetti pratici: l’intervento chirurgico è più lungo rispetto a quello monolaterale, i costi sono maggiori e il percorso di riabilitazione uditiva richiede impegno costante. Inoltre, i risultati possono variare in base a fattori individuali come la durata della sordità e la salute del nervo uditivo.
- La scelta dell’impianto cocleare bilaterale deve sempre derivare da una valutazione multidisciplinare accurata, con informazioni complete e aspettative realistiche condivise tra paziente e specialisti.
Marchi di impianti cocleari: costo medio e modelli
Cochlear
Cochlear è uno dei marchi più diffusi a livello globale. Tra i modelli più noti rientrano le serie Nucleus, utilizzate sia negli adulti sia nei bambini. L’impianto cocleare Cochlear è apprezzato per l’affidabilità clinica, la compatibilità con diversi processori esterni e il forte supporto alla riabilitazione uditiva.
Il costo medio di un impianto cocleare Cochlear, comprensivo di dispositivo interno ed esterno ma esclusi intervento chirurgico e riabilitazione, varia indicativamente tra 20.000 e 30.000 euro, a seconda del Paese e del sistema sanitario.
MED-EL
MED-EL è un’azienda europea specializzata esclusivamente in soluzioni per l’udito. Il MED-EL impianto cocleare è noto per l’attenzione alla preservazione dell’udito residuo e per gli elettrodi flessibili.
Il prezzo dell’impianto cocleare MED-EL rientra in una fascia simile agli altri produttori principali, con un costo medio stimato tra 18.000 e 28.000 euro, variabile in base al modello e agli accordi sanitari nazionali.
Advanced Bionics
Considerazioni sul costo
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Ti chiameremo il prima possibile per organizzare l'appuntamento.Storia ed evoluzione degli impianti cocleari
Dalla scoperta di Volta, si sono susseguite diverse innovazioni nell’ambito della tecnologia dell’udito: durante questo percorso, varie versioni dell’impianto cocleare hanno incontrato la resistenza della comunità scientifica e, più specificamente, di individui che non credevano che la stimolazione diretta delle fibre nervose uditive potesse dar luogo alla percezione del parlato. Per approfondire le più recenti novità, leggi il nostro articolo sugli impianti cocleari di ultima generazione.
- Da quando sono stati introdotti i primi impianti cocleari negli anni Settanta, sono avvenuti grandi progressi nel corso dei decenni successivi e, oggi, più di 550.000 persone con grave ipoacusia permanente al mondo hanno un impianto cocleare. Ecco alcune delle tappe principali di questo viaggio straordinario:
- 1957: André Djourno e Charles Eyriès - due noti studiosi francesi - stimolano direttamente il nervo uditivo usando un filo per simulare una corrente elettrica. Il paziente riferisce di aver percepito un suono chiaro e questo incoraggia la ricerca di un trattamento per la sordità profonda.
- 1961: negli Stati Uniti, William House e John Doyle stimolano elettricamente i nervi uditivi di due adulti affetti da sordità profonda. L’intensità del suono cambia in base al livello di stimolazione, mentre il tono dello stimolo cambia in base alle varie frequenze di stimolazione. Nonostante abbia dovuto affrontare problemi tecnici e un’enorme resistenza, House è ampiamente riconosciuto oggi come il padre della neurotologia e ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo e nell’accettazione degli impianti cocleari.
- 1964: negli Stati Uniti, Blair Simmons e Robert White applicano il primo impianto cocleare multicanale direttamente su parte dell’orecchio interno di un paziente durante un intervento chirurgico al cervello. Il paziente è in grado di rilevare cambiamenti nella durata e nella percezione del tono, ispirando lo sviluppo di sistemi di impianti cocleari funzionali e permanenti.
- Dal 1972 alla metà degli anni Ottanta: durante questo periodo vengono impiantati i primi dispositivi monocanale su più di 1.000 persone. Questi impianti cocleari sono ben tollerati e consentono a molti utenti di migliorare notevolmente la comprensione ricavata dalla lettura delle labbra; alcuni riescono perfino a riconoscere una serie limitata di parole.
- 1984: prodotto dalla Cochlear Corporation, il sistema di impianto cocleare multicanale chiamato Nucleus 22 è il primo a ricevere l’approvazione della FDA negli Stati Uniti.
- 1990-1999: è il decennio dei grandi progressi nella ricerca sugli impianti cocleari, dalla percezione della voce alla comprensione della musica, fino al riconoscimento del linguaggio in ambienti rumorosi. Una notevole innovazione è la separazione spaziale degli elettrodi lungo l’orecchio interno e le stimolazioni non simultanee, che consentono di migliorare la comprensione del linguaggio.
- 2019: il sistema di impianto cocleare Synchrony dell’azienda americana MED-EL per la sordità unilaterale e l’ipoacusia asimmetrica viene approvato dalla FDA nel mese di luglio. Si tratta del primo impianto cocleare realizzato per persone affette da questi problemi, che condizionano la capacità uditiva in determinati contesti di ascolto (ad es. in ambienti rumorosi).
Impianto cocleare: costi medi in Italia
In Italia, il costo medio di un impianto cocleare è elevato se considerato come singolo dispositivo medico, ma nella maggior parte dei casi non è sostenuto direttamente dal paziente. Secondo le informazioni fornite dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), dalle società scientifiche di otorinolaringoiatria e da documentazione ospedaliera pubblica, il costo complessivo di un impianto cocleare può variare tra 20.000 e 35.000 euro. Questa cifra comprende il dispositivo interno ed esterno, ma non sempre include intervento chirurgico, ricovero, follow-up e riabilitazione.
Nel sistema sanitario pubblico italiano, l’impianto cocleare rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per pazienti che soddisfano criteri clinici specifici. Ciò significa che, se l’indicazione è confermata da un centro specializzato, il SSN copre integralmente i costi dell’impianto, dell’intervento chirurgico e delle prime fasi di assistenza. Eventuali spese aggiuntive possono riguardare accessori opzionali o upgrade tecnologici del processore esterno.
Per quanto riguarda il cosiddetto “impianto cocleare invisibile”, è importante chiarire un aspetto fondamentale: non esiste un impianto cocleare totalmente invisibile. La parte interna è completamente nascosta sotto la pelle, mentre la parte esterna (processore e antenna) resta visibile. Tuttavia, i modelli più recenti offrono processori molto compatti, colori discreti o soluzioni che si integrano con i capelli, riducendo l’impatto estetico.
In sintesi, in Italia il costo reale dell’impianto cocleare è alto, ma l’accesso tramite il SSN rende questa tecnologia disponibile senza oneri diretti per la maggior parte dei pazienti idonei, garantendo equità e sicurezza clinica.
Quanto costa un impianto cocleare nel mondo?
Non è possibile stimare a priori il costo di un impianto cocleare, dal momento che ciascun dispositivo viene realizzato su misura delle necessità di chi lo dovrà indossare.
Tuttavia, è opportuno sottolineare che la copertura prevista dalle assicurazioni sanitarie private per l’impianto cocleare è notevolmente migliorata negli ultimi 15-20 anni. Oggi oltre il 90% dei piani di assicurazione sanitaria per i datori di lavoro privati e delle compagnie assicurative private forniscono la copertura dei costi di un intervento chirurgico per impianto cocleare e dei relativi servizi. Negli USA, Medicare, TRICARE, la Veteran’s Administration e altri piani sanitari federali prevedono una copertura, mentre la copertura Medicaid per gli adulti varia da Stato a Stato.
Infine, è opportuno sottolineare che il Sistema Sanitario Nazionale aiuta le persone affette da sordità nella sostituzione e la riparazione dei componenti funzionali dell’impianto cocleare.
Assicurazione per impianto cocleare: cosa sapere
- L’impianto cocleare è un dispositivo medico ad alta specializzazione e il suo percorso clinico comporta costi rilevanti, che includono il dispositivo, l’intervento chirurgico, il ricovero e la riabilitazione. Per questo motivo, il tema della copertura assicurativa è particolarmente importante. Le informazioni riportate di seguito si basano su linee guida e documentazione di Servizi Sanitari Nazionali europei, autorità regolatorie e società scientifiche di otorinolaringoiatria.
- In Italia, l’impianto cocleare rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Ciò significa che, per i pazienti che soddisfano i criteri clinici stabiliti da un centro specializzato, il Servizio Sanitario Nazionale copre integralmente i costi principali: valutazioni pre-operatorie, dispositivo, intervento chirurgico, ricovero e prime fasi di follow-up. In questi casi, un’assicurazione sanitaria privata non è necessaria per l’accesso all’impianto.
- Le assicurazioni sanitarie private possono però svolgere un ruolo complementare. Alcune polizze prevedono il rimborso o la copertura di prestazioni extra, come tempi di attesa ridotti, scelta della struttura privata convenzionata, comfort di degenza superiore o visite specialistiche aggiuntive. È fondamentale verificare attentamente le clausole contrattuali, poiché molte assicurazioni escludono dispositivi impiantabili ad alto costo o pongono massimali specifici.
- Un altro aspetto da considerare è la manutenzione a lungo termine. Le parti esterne dell’impianto cocleare (processore, accessori, batterie) possono non essere coperte integralmente dal SSN o dalla polizza assicurativa e potrebbero richiedere spese aggiuntive nel tempo.
- In conclusione, l’accesso all’impianto cocleare in Italia è garantito principalmente dal sistema pubblico. Un’assicurazione privata può offrire benefici accessori, ma non sostituisce la copertura sanitaria pubblica. Prima di sottoscrivere una polizza, è sempre consigliabile confrontarsi con il proprio assicuratore e con il centro impianti cocleari di riferimento.
Impianto cocleare: migliori centri in Italia
In Italia sono presenti numerosi centri di riferimento per l’impianto cocleare, riconosciuti dal Servizio Sanitario Nazionale e dalle società scientifiche di otorinolaringoiatria. Queste strutture offrono un percorso completo che comprende valutazione diagnostica, intervento chirurgico, attivazione del dispositivo e riabilitazione uditiva, grazie a team multidisciplinari altamente specializzati.
- Tra i centri con maggiore esperienza clinica è spesso citato il Gruppo Otologico di Piacenza, noto a livello internazionale per l’elevato numero di impianti cocleari eseguiti e per l’attività di ricerca e formazione nel campo dell’otologia e dell’audiologia.
- Nel sistema ospedaliero pubblico, uno dei principali punti di riferimento è l’Ospedale di Circolo di Varese, storicamente tra i centri italiani con il maggior numero di impianti cocleari eseguiti, sia in età pediatrica sia adulta. Altri centri di eccellenza includono il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e il Policlinico di Milano, entrambi con reparti di otorinolaringoiatria altamente specializzati nella gestione delle sordità gravi e profonde.
- Sono inoltre riconosciuti per l’implantologia cocleare l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, il Policlinico San Matteo di Pavia, l’Ospedale Martini di Torino e il centro regionale di Perugia, che garantiscono assistenza secondo protocolli clinici standardizzati.
- Nella scelta del centro più adatto è fondamentale valutare non solo il numero di interventi, ma anche la qualità del follow-up e della riabilitazione. Infine, è importante chiarire che, nonostante l’esistenza di dispositivi sempre più discreti, non esiste un impianto cocleare totalmente invisibile: la parte interna è nascosta, mentre il processore esterno resta visibile, seppur poco ingombrante.
Impianto cocleare per i bambini: cosa sapere
L’impianto cocleare nei bambini è una opzione terapeutica consolidata per i casi di sordità neurosensoriale grave o profonda in cui gli apparecchi acustici non forniscono benefici adeguati. Le indicazioni e i protocolli sono definiti da organismi sanitari ufficiali, come servizi sanitari nazionali e società scientifiche di otorinolaringoiatria e audiologia.
L’età è un fattore cruciale. Le linee guida internazionali indicano che l’impianto può essere eseguito già a partire dai 12 mesi di vita, poiché un intervento precoce sfrutta al meglio la plasticità cerebrale, favorendo lo sviluppo del linguaggio e delle competenze comunicative. In alcuni casi selezionati, l’impianto può essere valutato anche prima, sulla base di criteri clinici rigorosi.
Prima dell’intervento, il bambino viene sottoposto a una valutazione multidisciplinare che include esami audiologici approfonditi, test di linguaggio, imaging (TAC e/o risonanza magnetica) e colloqui con la famiglia. L’intervento chirurgico avviene in anestesia generale ed è seguito da un breve periodo di ricovero.
È importante sottolineare che l’impianto cocleare non ripristina un udito naturale. Dopo l’attivazione del dispositivo, è indispensabile un percorso di riabilitazione logopedica intensiva, che coinvolge attivamente genitori e caregiver. I risultati dipendono da diversi fattori, tra cui età all’impianto, durata della sordità e continuità della riabilitazione.
In Italia, per i bambini che soddisfano i criteri clinici, l’impianto cocleare è coperto dal Servizio Sanitario Nazionale, garantendo accesso equo a questa tecnologia.
Accessori per l'impianto cocleare: come funzionano
Gli accessori per l’impianto cocleare sono dispositivi progettati per migliorare la qualità dell’ascolto in situazioni specifiche e facilitare l’uso quotidiano dell’impianto. Le informazioni disponibili su questi strumenti provengono da produttori certificati, linee guida di servizi sanitari nazionali e società scientifiche di audiologia.
- Tra gli accessori più comuni vi sono i microfoni remoti. Questi dispositivi vengono posizionati vicino alla fonte sonora, ad esempio su un insegnante o un interlocutore, e trasmettono il segnale audio direttamente al processore dell’impianto. In questo modo si riducono gli effetti della distanza e del rumore ambientale, migliorando la comprensione del parlato, soprattutto in ambienti scolastici o affollati.
- Un altro gruppo di accessori comprende i sistemi di trasmissione wireless per televisori, smartphone e computer. Questi strumenti inviano l’audio in modalità diretta al processore esterno dell’impianto cocleare, garantendo un suono più chiaro e stabile rispetto all’ascolto ambientale.
- Sono disponibili anche accessori per la sicurezza e la praticità, come clip di fissaggio, custodie protettive e sistemi impermeabili, utili per prevenire cadute accidentali o per proteggere il dispositivo durante attività sportive o in ambienti umidi.
- Infine, le batterie ricaricabili e i caricabatterie dedicati assicurano un uso continuativo dell’impianto durante la giornata. La compatibilità degli accessori varia in base al marchio e al modello dell’impianto, per cui è sempre consigliato rivolgersi al centro impianti cocleari o all’audiologo di riferimento per una scelta appropriata e sicura.
Batterie per impianti cocleari: tipologie e uso
- Le batterie per impianti cocleari sono componenti essenziali per il corretto funzionamento del processore esterno e sono progettate secondo standard di sicurezza e prestazioni definiti da produttori certificati, autorità regolatorie e società scientifiche di audiologia. Esistono principalmente due tipologie: batterie usa e getta e batterie ricaricabili per impianti cocleari.
- Le batterie usa e getta sono generalmente batterie zinco-aria, simili a quelle impiegate negli apparecchi acustici ma adattate ai requisiti energetici dell’impianto cocleare. Offrono un’erogazione di energia stabile e una durata che può variare da 1 a 3 giorni, in base al modello del processore, alle impostazioni di ascolto e al tempo di utilizzo quotidiano. Devono essere sostituite regolarmente e smaltite secondo le normative ambientali.
- Le batterie ricaricabili per impianti cocleari sono sempre più diffuse e apprezzate per la praticità d’uso. Si tratta di accumulatori agli ioni di litio, progettati per garantire un’intera giornata di autonomia con una singola ricarica. Vengono ricaricate tramite basi o caricabatterie dedicati e hanno una durata media di diversi anni, dopo i quali possono essere sostituite.
- Per un uso corretto, è importante seguire le indicazioni del produttore: evitare temperature estreme, utilizzare solo caricabatterie originali e controllare regolarmente lo stato delle batterie. La scelta tra batterie usa e getta e ricaricabili dipende dallo stile di vita, dall’età del paziente e dalle raccomandazioni dell’audiologo o del centro impianti cocleari.
Giornata Mondiale dell’Impianto Cocleare: cosa sapere
Obiettivi della Giornata Mondiale
Secondo le indicazioni di organismi sanitari internazionali, società scientifiche di audiologia e associazioni di pazienti, questa giornata ha lo scopo di:
- sensibilizzare sull’importanza della diagnosi precoce della sordità;
- informare sulle possibilità offerte dall’impianto cocleare nei casi di ipoacusia grave o profonda;
- promuovere l’accesso equo alle cure e ai percorsi riabilitativi;
- valorizzare il ruolo della riabilitazione uditiva e logopedica dopo l’impianto.
Perché è una ricorrenza importante
- L’impianto cocleare è oggi una soluzione clinicamente validata per adulti e bambini che non traggono beneficio dagli apparecchi acustici. Le autorità sanitarie riconoscono che, soprattutto nei bambini, un impianto precoce può favorire lo sviluppo del linguaggio e migliorare la qualità della vita.
- Durante il 25 febbraio, ospedali, centri specializzati e associazioni organizzano eventi informativi, campagne di prevenzione e testimonianze, contribuendo a diffondere una conoscenza corretta e basata su evidenze scientifiche dell’impianto cocleare.
Impianto cocleare senza fili: tutto quello che devi sapere
Come funziona il sistema wireless
Connessione con dispositivi esterni
Vantaggi principali
- maggiore comodità e libertà di movimento
- migliore comprensione del parlato in ambienti complessi
- riduzione di accessori con cavi
- integrazione con tecnologie digitali quotidiane
Limiti da conoscere
Come si attacca l'impianto cocleare?
L’impianto cocleare non si “attacca” come un apparecchio acustico, ma funziona grazie all’unione di una parte interna impiantata chirurgicamente e di una parte esterna rimovibile, che si posiziona dall’esterno ogni giorno. Ecco come avviene, in modo semplice e corretto.
Parte interna (non visibile)
Durante l’intervento chirurgico, il medico inserisce sotto la pelle, dietro l’orecchio:
- un ricevitore-stimolatore
- un array di elettrodi all’interno della coclea
Questa parte resta permanentemente fissata e non richiede alcuna azione quotidiana da parte del paziente.
Parte esterna (quella che “si attacca” ogni giorno)
La parte esterna dell’impianto cocleare comprende:
- un processore del suono
- una bobina (antenna) circolare
- uno o più microfoni
👉 Come si posiziona:
- Il processore viene indossato dietro l’orecchio, in modo simile a un apparecchio acustico.
- La bobina esterna si appoggia sulla pelle, dietro l’orecchio, esattamente sopra il punto in cui si trova il ricevitore interno.
- Le due parti restano unite grazie a un magnete: non serve colla né cerotti.
È stabile?
- Sì. Il sistema magnetico è progettato per mantenere la bobina in posizione durante le attività quotidiane. In caso di sport o bambini, si possono usare accessori di sicurezza (clip, fasce, supporti).
È visibile?
- La parte interna è completamente invisibile. La parte esterna resta visibile, anche se oggi esistono modelli molto discreti e compatti.
Cosa sentono i sordi con impianto cocleare?
- Le persone sorde che utilizzano un impianto cocleare non recuperano un udito naturale, ma acquisiscono una nuova modalità di percezione dei suoni, basata sulla stimolazione elettrica diretta del nervo uditivo. Questa distinzione è chiaramente documentata dalle linee guida di servizi sanitari nazionali, autorità regolatorie e società scientifiche di audiologia.
- Dopo l’attivazione dell’impianto, i suoni vengono inizialmente percepiti in modo artificiale o distorto. Molti utenti descrivono le voci come metalliche, robotiche o simili a segnali elettronici. Questa esperienza iniziale è considerata normale: il cervello deve adattarsi a interpretare impulsi elettrici, molto diversi dai segnali acustici trasmessi da un orecchio sano.
- Con il tempo e grazie alla riabilitazione uditiva, la percezione migliora progressivamente. La maggior parte degli utenti impara a riconoscere il parlato, soprattutto in ambienti silenziosi, e a distinguere suoni quotidiani come campanelli, telefoni o rumori del traffico. La comprensione in ambienti rumorosi rimane più complessa, ma può migliorare con l’allenamento e l’uso di accessori dedicati.
- L’esperienza uditiva varia notevolmente da persona a persona. Fattori come l’età, la durata della sordità, l’uso precedente di apparecchi acustici e la costanza nella riabilitazione influenzano i risultati. Le evidenze cliniche confermano che, pur non restituendo un udito normale, l’impianto cocleare consente a molte persone sorde di accedere ai suoni e migliorare la comunicazione e la qualità della vita.