L’ipoacusia monolaterale è un disturbo dell’udito più diffuso di quanto si possa pensare e che, quando correttamente diagnosticato, può essere trattato in maniera efficace: infatti il 44% delle persone con questa problematica utilizza un dispositivo acustico per poter attenuare le conseguenze dell’ipoacusia. 

Che cos’è l’ipoacusia monolaterale?

L’ipoacusia monolaterale (o unilaterale) è un disturbo che può colpire sia adulti sia bambini. La perdita dell’udito può essere temporanea ed è possibile recuperare la normale funzione uditiva dopo una terapia.

Esistono tre tipologie di ipoacusia monolaterale:

  • neurosensoriale: comporta danni alle delicate cellule ciliate dell’orecchio interno (coclea) o al nervo uditivo;
  • trasmissiva: è causata da ostruzioni o danni dell’orecchio esterno, del canale uditivo o dell’orecchio medio.
  • mista: presenta alterazioni comuni alle due tipologie precedentemente descritte.

Sintomi dell’ipoacusia monolaterale

Individuare i sintomi della perdita dell’udito da un solo orecchio può essere difficile dal momento che spesso la persona che sente ancora perfettamente da un orecchio potrebbe non cogliere la mancanza di udito dall’altro.

È opportuno, tuttavia, tenere presente che quando si avvertono uno o più dei segnali che seguono è possibile che si soffra di ipoacusia monolaterale:

  • L’udito è peggiore quando il suono proviene da un lato;
  • Tutti i suoni sembrano meno intensi di un tempo;
  • Si ha difficoltà a capire da dove proviene un suono;
  • Si avverte difficoltà a ignorare il rumore di fondo o non si riesce a distinguere i suoni;
  • Si percepisce il parlato con poca chiarezza;
  • Si ha difficoltà a percepire i suoni su lunghe distanze o in ambienti rumorosi.

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Ipoacusia monolaterale: cause

La perdita dell’udito da un solo orecchio può essere dovuta al naturale processo di invecchiamento; nonostante questo è opportuno tenere presenti altri elementi che costituiscono causa d’ipoacusia monolaterale:

  • Meningite: si tratta di un’infiammazione delle meningi, le membrane che circondano il cervello e il midollo spinale, causata da un’infezione virale o batterica. Sebbene la meningite batterica sia più comune nei bambini, può interessare anche gli adulti. Quando si verifica una perdita dell’udito, ciò avviene a causa di un’infiammazione che danneggia una parte dell’orecchio interno.
  • Trauma cranico: a causa della sua natura improvvisa e violenta, il trauma cranico può causare danni in qualsiasi punto del sistema uditivo. Questo danno può causare ipoacusia trasmissiva e neurosensoriale, deficit di elaborazione uditiva centrale, problemi di equilibrio e acufene. Il timpano, l’orecchio medio e l’orecchio interno sono le sedi più comuni di lesioni periferiche perché si trovano spesso sulla linea diretta del trauma.
  • Anomalie del nervo uditivo: l’assenza del nervo cocleare o un suo deficit sono associati a ipoacusia neurosensoriale congenita in un orecchio o in entrambe le orecchie. Per determinare quali nervi sono presenti e le relative dimensioni si utilizzano tecniche di risonanza magnetica (RM) ad alta risoluzione.
  • Tumori: l’ipoacusia monolaterale è un sintomo caratteristico del neurinoma acustico (schwannoma vestibolare), un tumore benigno che interessa l’ottavo nervo cranico.
    Il paraganglioma, il tumore primario più comune dell’orecchio medio, può causare ronzii nelle orecchie e impedire il passaggio delle onde sonore dall’orecchio medio al timpano, con conseguente ipoacusia trasmissiva in un orecchio. Il carcinoma a cellule squamose, il tumore più comune del canale uditivo esterno, può causare ipoacusia trasmissiva monolaterale.
  • Otosclerosi: questa malattia progressiva, consiste in una crescita anomala dell’osso nell’orecchio medio. La condizione colpisce le donne più frequentemente degli uomini ed è a trasmissione familiare in almeno il 50% dei casi. Sebbene il coinvolgimento bilaterale sia molto più comune, fino al 15% dei casi è monolaterale. Quest’anomalia può compromettere la capacità del suono di propagarsi dall’orecchio medio all’orecchio interno, causando ipoacusia.
  • Sindrome di Ménière: sebbene il sintomo principale sia una grave vertigine, questa malattia può causare anche acufene, sensazione di udito ovattato o bloccato, sensazione di congestione, pienezza o pressione nell’orecchio interessato. Se l’orecchio interno si riempie di liquido in eccesso, ciò può danneggiare le delicate cellule ciliate, provocando un’ipoacusia permanente.
  • Virus: alcuni virus possono causare ipoacusia congenita o acquisita, monolaterale o bilaterale. Molto spesso si tratta di ipoacusia neurosensoriale, con danni alle strutture dell’orecchio interno. Il citomegalovirus (CMV), un virus comune in grado di infettare persone di qualsiasi età, è responsabile fino al 40% di tutte le ipoacusie congenite. Altre malattie virali associate a ipoacusia comprendono: rosolia, morbillo, parotite, HIV, herpes simplex, West Nile e varicella.
  • Parotite: anche se viene spesso considerata una malattia infantile che può essere prevenuta con la vaccinazione, può colpire gli adulti non vaccinati. Quando la parotite provoca ipoacusia, si tratta spesso di un’ipoacusia neurosensoriale profonda e monolaterale che non risponde al trattamento. In uno studio giapponese del 2017 condotto su 66 pazienti, il partecipante più anziano aveva 54 anni e la maggior parte non era mai stata vaccinata.
  • Esposizione prolungata al rumore: sebbene si possa supporre che questo tipo di ipoacusia possa comportare le medesime conseguenze su entrambe le orecchie, molti studi dimostrano che le persone soffrono di ipoacusia asimmetrica, con una perdita dell’udito significativamente peggiore in un orecchio. In particolare, uno studio del 1993 ha rilevato che l’80% dei partecipanti presentava ipoacusia monolaterale dovuta all’esposizione al rumore; un’indagine del 2010 ha mostrato che il 22,6% dei partecipanti presentava ipoacusia asimmetrica. Le persone che usano armi da fuoco per motivi sportivi e i camionisti sono particolarmente soggetti all’ipoacusia dovuta all’esposizione al rumore. 

L’ipoacusia monolaterale e il cervello

La capacità di localizzare e separare diverse fonti sonore è estremamente importante e spesso gioca un ruolo cruciale nel guidare le risposte comportamentali (ad esempio allontanarsi da un cane che abbaia e potenzialmente pericoloso). Numerosi studi hanno dimostrato l’importanza dell’udito binaurale nella localizzazione delle fonti sonore e nel miglioramento della percezione dei suoni di interesse in presenza di rumori interferenti. I neuroni nei centri uditivi del cervello sono sintonizzati su segnali che regolano le differenze temporali e di intensità tra le due orecchie. La buona notizia è che, secondo la ricerca, alcune persone con ipoacusia monolaterale potrebbero essere in grado di compensare questo deficit facendo maggiore affidamento sui segnali non alterati elaborati dall’orecchio sano.

 

Recenti studi di risonanza magnetica (RM) in persone con ipoacusia monolaterale suggeriscono che il deficit uditivo è associato ad anomalie della rete neurale e al coinvolgimento diffuso di varie regioni cerebrali. Uno studio del 2018 ha rinvenuto alterazioni in più reti neurali su larga scala, coinvolte in funzioni sensoriali e cognitive di alto livello, nei soggetti con ipoacusia monolaterale a lungo termine. I ricercatori hanno ipotizzato che queste alterazioni dipendano dallo stadio di sordità e dal livello uditivo del soggetto. Ulteriori studi saranno necessari per identificare i meccanismi precisi del cervello e le alterazioni coinvolte nell’ipoacusia, che potrebbero aprire la strada allo sviluppo di nuovi trattamenti.

Diagnosi

Per diagnosticare l’ipoacusia monolaterale è necessario rivolgersi ad uno specialista che, durante il primo appuntamento, partirà dall’anamnesi personale e familiare della persona per valutare la presenza di una patologia ereditaria.

Successivamente si procede con un esame dell’orecchio esterno, durante il quale ci si accerta che ci siano o meno delle lesioni all’orecchio o che ci siano degli oggetti che potrebbero ostruire il condotto uditivo. A questo punto la persona può essere sottoposta ad uno o più tipologie di esami audiometrici durante i quali vengono proposti dei suoni di frequenze differenti. 

Al termine della fase di analisi, lo specialista formula la diagnosi e ne parla con la persona per poter individuare il trattamento più adeguato allo specifico quadro clinico. 

Trattamenti e rimedi

Una volta che è stata formulata la diagnosi di ipoacusia monolaterale, lo specialista potrà suggerire di procedere con una delle seguenti opzioni di trattamento:

  • Apparecchio acustico con instradamento controlaterale dei segnali (CROS): progettato appositamente per l’ipoacusia monolaterale, questo dispositivo è costituito da un microfono, posto sull’orecchio con deficit funzionale, che indirizza il segnale sonoro verso un apparecchio acustico portato nell’orecchio  normoudente.
  • Apparecchio acustico con microfoni bilaterali e instradamento controlaterale del segnale (BiCROS): questa variante dell’apparecchio acustico CROS è un’opzione valutabile quando una persona presenta ipoacusia asimmetrica, con un udito notevolmente migliore in un orecchio rispetto all’altro.
  • Protesi impiantabile (BAHA): combinando un processore audio con un piccolo apparecchio in titanio impiantato dietro l’orecchio, questo sistema esclusivo consente all’osso di trasferire il suono direttamente all’orecchio interno funzionante, aggirando l’orecchio medio. Uno studio del 2017 ha rilevato che le persone con ipoacusia monolaterale hanno ottenuto miglioramenti significativi nella capacità di distinguere le parole in ambienti rumorosi con entrambi i sistemi CROS e BAHA, senza differenze tra i due metodi.
  • Impianto cocleare: è un dispositivo medico elettronico impiantato e utilizzato in caso di ipoacusia grave o profonda che non può essere trattata con apparecchi acustici. Una parte esterna si trova dietro l’orecchio, mentre un secondo elemento viene inserito sotto la cute durante un intervento chirurgico. Il dispositivo funziona bypassando le cellule ciliate danneggiate nell’orecchio interno e stimolando direttamente il nervo uditivo a inviare le informazioni al cervello. Il sistema di impianto cocleare Synchrony dell’azienda MED-EL per la sordità monolaterale e l’ipoacusia asimmetrica è stato approvato dalla FDA nel mese di luglio 2018. Questo impianto cocleare aiuta a risolvere problemi che altri apparecchi acustici per l’ipoacusia monolaterale non sono in grado di risolvere, come la localizzazione del suono e la capacità di sentire in ambienti rumorosi.

Se si soffre di ipoacusia in un solo orecchio, è importante parlare immediatamente con un audioprotesista autorizzato. In alcuni casi, il trattamento della causa originaria può risolvere l’ipoacusia. Anche quando l’ipoacusia è permanente, con l’aiuto di un Audioprotesista potrai trovare il trattamento ottimale che ti consentirà di adattarti a questo cambiamento importante e di vivere al meglio la tua vita.

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Si può guarire dall’ipoacusia monolaterale?

È possibile guarire dalla ipoacusia monolaterale, ma questa evenienza si verifica solo quando il disturbo uditivo è dato da specifiche cause. In ogni caso è opportuno sottolineare che, come tutte le problematiche a carico delle orecchie, anche l’ipoacusia monolaterale deve essere tenuta sotto controllo da parte di uno specialista.

In alcuni casi, il trattamento della causa originaria può risolvere l’ipoacusia. Anche quando il disturbo uditivo è permanente, con l’aiuto di un Audioprotesista si può trovare il trattamento ottimale che permetta alla persona di adattarsi a questo cambiamento.

I bambini possono soffrire di ipoacusia monolatera

Sì, l’ipoacusia monolaterale può presentarsi sia nei bambini sia negli adulti. In linea di massima questo disturbo non compromette lo sviluppo uditivo e del linguaggio del piccolo dal momento che il giovane paziente, spesso, sente perfettamente dall’altro orecchio.

È opportuno comunque informare tempestivamente la scuola sui bisogni specifici del bambino in modo che possa vivere nel miglior modo possibile la sua condizione. 

Ipoacusia monolaterale e invalidità

La ASL può riconoscere o meno l’invalidità in base alla percentuale di perdita dell’udito della persona e alle cause. Nel caso in cui la sordità sia causata da un’otite media cronica viene riconosciuta un’invalidità dell’11% se monolaterale e del 20% se bilaterale; nel caso in cui sia dovuta a infiammazione cronica, invece, l’invalidità riconosciuta è del 6% se monolaterale e del 10% se bilaterale.

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