Forse avrai notato che non riesci più a sentire cosa dicono le persone quando ci sono rumori di fondo. Oppure avverti a malapena suoni assordanti che un tempo ti davano fastidio, come le sirene spiegate di un camion dei vigili del fuoco. Partecipare in modo attivo al trattamento sarà più facile se capirai cosa c’è alla base della tua ipoacusia. 

Sarai in grado di descrivere i sintomi più chiaramente e questo aiuterà il medico a identificare la causa primaria e a trovare la soluzione migliore per te. Come vedrai, l’ipoacusia ha molte cause: può essere ereditata (geneticamente) o acquisita, con una vasta gamma di fattori di rischio. Le cause dell’ipoacusia comprendono:

Ereditarietà: ipoacusia genetica o ereditaria

È abbastanza sconvolgente la notizia che i ricercatori hanno identificato più di 400 sindromi genetiche collegate all’ipoacusia. Come in tante altre condizioni e malattie, i tuoi geni e l’ereditarietà familiare possono svolgere un ruolo nello sviluppo dell’ipoacusia. I geni dell’udito possono subire delle mutazioni oppure l’invecchiamento può rendere alcuni geni più soggetti a causare danni o deterioramento delle orecchie. L’ipoacusia genetica può interessare l’orecchio interno (ipoacusia neurosensoriale), l’orecchio esterno o medio (ipoacusia conduttiva) ed essere lieve o grave. Alcuni tipi di ipoacusia genetica colpiscono solo gli uomini, mentre altri riguardano di più le donne. Quando un bambino nasce con l’ipoacusia, questa viene detta congenita. Quando l’ipoacusia genetica si sviluppa più avanti nella vita può essere chiamata a insorgenza nell’età adulta o progressiva, poiché l’udito peggiora con l’età.

Un deficit uditivo causato da una malattia viene chiamato ipoacusia sindromica. Questa forma in genere è correlata a malformazioni dell’orecchio esterno insieme alla presenza di ulteriori malformazioni in altri organi o apparati. In assenza di deformità visibili dell’orecchio esterno o di condizioni mediche associate, si parla di ipoacusia non sindromica. I problemi dell’orecchio medio o interno sono una probabile causa di ipoacusia non sindromica. Ecco alcune sindromi tipicamente associate a ipoacusia genetica:

  1. Sindrome di Alport
  2. Sindrome branchio-oto-renale (BOR)
  3. Sindrome di Jervell e Lange-Nielsen
  4. Sindrome di Mohr-Tranebjaerg (MTS)
  5. Neurofibromatosi di tipo 2
  6. Sindrome di Pendred
  7. Malattia di Refsum
  8. Sindrome di Stickler
  9. Sindrome di Usher (tutti e tre i tipi)
  10. Sindrome di Waardenburg

I progressi nel campo della genomica hanno contribuito a identificare più di 6.000 varianti causali in oltre 150 geni responsabili dell’ipoacusia. Anche se sono stati condotti migliaia di studi clinici sulla terapia genica, la sua applicazione nel trattamento dell’ipoacusia è attualmente ostacolata dal rischio di gravi effetti collaterali. 

Invecchiamento: ipoacusia correlata all’età o presbiacusia

L’ipoacusia correlata all’età può diventare evidente dopo i 30 anni e peggiorare progressivamente intorno ai 60 anni. Il termine medico per un’ipoacusia importante correlata all’età è presbiacusia. Se sei anziano e trovi difficoltà a capire cosa dicono le persone, soprattutto se l’ambiente è rumoroso, probabilmente sei affetto da presbiacusia. Questo tipo di ipoacusia, graduale e irreversibile, colpisce più del 33% della popolazione di età pari o superiore a 60 anni. Ma la buona notizia è che la presbiacusia si può trattare.

Esposizione a rumori forti: ipoacusia indotta dal rumore

L’ipoacusia indotta dal rumore è una conseguenza della sovraesposizione a rumori forti nell’ambiente di lavoro o durante attività ricreative. Si ritiene che circa il 9% di tutti i casi di ipoacusia a insorgenza nell’età adulta sia dovuto all’esposizione professionale al rumore. Per rumore si intende generalmente un suono sgradevole, ma anche una musica meravigliosamente melodiosa, se a volume abbastanza alto, può generare questo tipo di ipoacusia. Se il tuo lavoro prevede l’uso di macchinari rumorosi oppure vai spesso a eventi sportivi rumorosi o concerti rock, potresti sviluppare problemi di udito.

E a proposito di musica, l’esposizione professionale alla musica ad alto volume è un problema per alcune leggende viventi: il chitarrista degli Who Pete Townshend è quasi sordo, e anche il cantante della band, Roger Daltrey, soffre di ipoacusia. Eric Clapton ha dichiarato in alcune interviste che la sua ipoacusia è legata al volume eccessivo degli amplificatori durante la sua giovinezza.

Studi di ricerca hanno ribadito come una carriera musicale possa nuocere all’udito. Da uno studio tedesco che ha analizzato i registri delle assicurazioni sanitarie di 7 milioni di persone dal 2004 al 2008 è emerso che i musicisti in attività hanno una probabilità quasi quattro volte maggiore di soffrire di ipoacusia indotta dal rumore rispetto a qualsiasi altra professione. Uno studio australiano è stato ancora più specifico: analizzando l’udito di 144 suonatori di corno professionisti, i ricercatori hanno scoperto un certo grado di ipoacusia indotta dal rumore nell’11-22% dei musicisti. Sembra che i suonatori di corno siano tra gli orchestrali professionisti più a rischio di sviluppare questo tipo di ipoacusia.

Alcuni farmaci: ototossicità e chemioterapia

  1. Ototossicità
    L’ototossicità si riferisce al rischio di subire danni all’udito a causa di alcuni farmaci. I farmaci ototossici danneggiano le cellule sensoriali situate nell’orecchio interno, con possibili conseguenze come ipoacusia, acufene (ronzio nelle orecchie) o disturbi dell’equilibrio. Questo danno può essere reversibile e temporaneo, ma in alcuni casi è irreversibile e permanente.
    Data la sottostima degli eventi ototossici e l’esistenza di pochissimi studi a lungo termine, non è noto quante persone soffrano di questo tipo di ipoacusia. Degli oltre 200 farmaci diversi con effetti collaterali legati all’udito, i responsabili più comuni comprendono l’aspirina a dosi molto elevate, i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene e il naprossene, gli aminoglicosidi (la famiglia di antibiotici più prescritta), alcuni farmaci chemioterapici e i diuretici dell’ansa. 

  2. Chemioterapia
    Se tu o una persona cara siete mai stati sottoposti a chemioterapia, saprai in prima persona che i pesanti effetti collaterali possono avere enormi ripercussioni dal punto di vista sia fisico che emotivo. È noto che i chemioterapici a base di platino (ad es. il cisplatino) causano danni e dolore ai nervi e ototossicità, con conseguenti acufene e ipoacusia. Secondo uno studio del 2019, una grande percentuale di pazienti in chemioterapia (80,4%) ha riferito di soffrire di acufene nei messaggi pubblicati nei forum di pazienti online. L’ipoacusia era comune, ma solo sette pazienti hanno segnalato una ridotta tolleranza ai suoni. Gli esperti ritengono che deficit uditivi preesistenti aumentino il rischio di problemi di questo tipo correlati alla chemioterapia, anche se solo nel 28,1% dei casi di ototossicità si fa menzione di un precedente problema di udito.
    Non sorprende che lo studio abbia scoperto che gli effetti ototossici sono stati associati a paura, isolamento, depressione e a uno scadimento della qualità di vita. I pazienti hanno espresso anche irritazione perché non erano stati adeguatamente avvertiti di questi effetti collaterali.
    In generale, quando i pazienti terminano un ciclo di chemioterapia i problemi di udito e di equilibrio possono svanire; tuttavia, in alcuni casi l’ipoacusia correlata ai farmaci è permanente. 

Trauma cranico

Se hai mai subito un trauma cranico, come una commozione cerebrale, forse hai avuto anche problemi di udito. La maggior parte delle persone con trauma cranico soffre di temporanei problemi cognitivi, motori o sensoriali. Alcuni accusano deficit fisici, intellettuali o comportamentali che diventano permanenti. I danni da trauma possono causare ipoacusia conduttiva e neurosensoriale, problemi di elaborazione uditiva centrale, problemi di equilibrio e acufene.

La ricerca più ampia su questo argomento è stata condotta su reduci di guerra con trauma cranico legato a eventi bellici. Una revisione retrospettiva di 250 reduci di guerra con lieve trauma cranico ha riscontrato nell’87% dei casi un certo grado di ipoacusia. I traumi da esplosione hanno causato più problemi all’udito rispetto agli altri tipi di trauma cranico.

Quando la testa subisce un urto improvviso e violento, ciò può causare un complesso intreccio di lesioni cerebrali focali e diffuse. Uno dei possibili effetti collaterali è un danno in qualsiasi punto del sistema uditivo. Il timpano, l’orecchio medio e l’orecchio interno sono le sedi più comuni di lesioni periferiche perché si trovano sulla linea diretta del trauma. Le cellule ciliate sono gli elementi più vulnerabili dell’orecchio interno: quando vengono danneggiate, possono insorgere ipoacusia neurosensoriale e acufene. Probabilmente si avrà difficoltà a distinguere tra più fonti sonore o a capire le conversazioni se ci sono rumori di fondo.

Malattie: sintomi dell’ipoacusia correlata a trauma cranico

I sintomi più comuni di ipoacusia correlata a trauma cranico sono:

  1. Otalgia (dolore all’orecchio)
  2. Acufene
  3. Sensazione di “pienezza” nelle orecchie
  4. Sensibilità al rumore
  5. Alterazioni dell’udito
  6. Deficit uditivo

L’ipoacusia può migliorare ad un certo punto dopo l’infortunio; tuttavia, in alcuni casi, può persistere o peggiorare. La buona notizia è che esistono diverse opzioni terapeutiche in grado di migliorare la qualità della vita delle persone con ipoacusia da trauma cranico.

Ma quali sono le malattie che provocano ipoacusia? Esistono diverse condizioni e malattie che possono causare l’ipoacusia, inclusi particolari tipi di tumori cerebrali, virus, colesteatomi, sindrome di Ménière, otosclerosi e malattia di Paget. Sebbene molte di queste patologie siano rare, è importante tenere presente che virus più comuni e prevenibili possono indurre ipoacusia. 

  1. Tumori cerebrali.
    Il tipo più comune di tumore cerebrale benigno che può influire sull’udito è il neurinoma acustico (chiamato anche schwannoma vestibolare) perché si sviluppa nei nervi che conducono dall’orecchio interno al cervello. Anche se crescono lentamente, questi tumori possono causare acufene e ipoacusia. Altri tumori, molto più rari, che possono influire sull’udito includono il paraganglioma e i carcinomi del sacco endolinfatico.

  2. Virus.
    Infezioni come meningite, parotite, scarlattina, morbillo, rosolia, herpes simplex 2, HIV o West Nile possono provocare ipoacusia. Le infezioni all’orecchio colpiscono un bambino su 10 con il morbillo, con possibile perdita permanente dell’udito.

  3. Colesteatoma.
    Con questo termine si indica una crescita delle cellule cutanee nell’orecchio medio dietro il timpano, una condizione solitamente collegata a infezioni ripetute. Nel tempo un colesteatoma può aumentare di dimensioni, distruggendo le delicate ossa presenti dell’orecchio medio. Sebbene siano evenienze rare, la crescita di un colesteatoma può causare ipoacusia, vertigini e paralisi dei muscoli facciali.

  4. Sindrome di Ménière.
    Si tratta di un disturbo vestibolare (orecchio interno) cronico e incurabile, associato a una quantità eccessiva di fluido nell’orecchio interno. Se si soffre di questa malattia, è possibile che si verifichino episodi fluttuanti di ipoacusia o acufene, che poi progrediscono in improvvisi attacchi di vertigini e capogiri. Al momento non si conosce la causa della sindrome di Ménière; fra le varie teorie si annoverano problemi circolatori, infezioni virali, allergie, una reazione autoimmune, emicranie e fattori genetici.

  5. Otosclerosi.
    Si tratta di una crescita rara e anomala di tessuto osseo nell’orecchio medio, spesso di origine ereditaria. La crescita impedisce al suono di raggiungere l’orecchio interno. Se si soffre di questo disturbo, è probabile che si instauri un’ipoacusia conduttiva, ma è possibile anche un’ipoacusia neurosensoriale.

  6. Malattia di Paget.
    Questa infiammazione cronica del tessuto osseo colpisce principalmente gli adulti in età avanzata. La maggior parte delle persone (70-90%) non presenta sintomi. La progressiva ipoacusia in entrambe le orecchie è la complicazione più frequente della malattia di Paget.

Quando è opportuno consultare un professionista?

Se hai difficoltà a sentire durante le conversazioni, hai dolore o ronzii nelle orecchie oppure avverti una sensazione di pienezza, è il momento di consultare un medico. Un audioprotesista autorizzato potrà indicarti un otorinolaringoiatra (medico dell’orecchio, del naso e della gola) o un audiologo (un professionista sanitario in grado di identificare e valutare l’ipoacusia). Potrai anche consultare uno di questi specialisti immediatamente, se hai un piano assicurativo che prevede un rimborso senza bisogno di impegnativa. È importante tenere presente che un’ipoacusia improvvisa è un’emergenza medica che richiede attenzione immediata. 

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