Audiometria vocale: cos'è, come si svolge, soglie e quanto costa

Onde sonore nell'orecchio

"Sento che parlano, ma non capisco cosa dicono". È una delle frasi più comuni tra chi inizia a perdere udito, ed è proprio ciò che l'audiometria vocale misura. Mentre l'esame tonale verifica quali suoni riesci a percepire, quello vocale valuta quante parole riesci a riconoscere e ripetere. È un test breve e indolore, ma fornisce informazioni che nessun altro esame dell'udito dà: quanto la perdita uditiva pesa davvero nella conversazione e se un apparecchio acustico potrà aiutarti.

Key Takeaways

  • Cosa misura: la capacità di riconoscere e ripetere parole presentate a volumi diversi.
  • Durata: circa 15–20 minuti; se abbinato al tonale, 20–30 minuti.
  • Preparazione: nessuna, ma è meglio avere le orecchie libere da tappi di cerume.
  • Dolore o rischi: nessuno, è un esame non invasivo.
  • Costo: con il SSN si paga il ticket previsto dalla propria regione; privatamente si parte da circa 40–50 euro.

Esame audiometrico vocale: cos'è

  • L'esame audiometrico vocale è un test dell'udito in cui, al posto dei toni puri, al paziente vengono fatte ascoltare parole o sillabe a un'intensità controllata. Il compito è semplice: ripetere ad alta voce ciò che si è sentito. L'esaminatore calcola la percentuale di parole ripetute correttamente a ogni livello di volume.
  • È un'audiometria soggettiva, perché richiede la collaborazione attiva del paziente. Si parla anche di audiometria verbo-vocale, dal tipo di stimolo usato.
  • Un dettaglio spesso frainteso: non è un test di comprensione del significato, ma di riconoscimento e ripetizione. Se la parola viene ripetuta in modo esatto, significa che è stata percepita con chiarezza. Proprio per questo il test mette alla prova l'intera catena dell'udito, dall'orecchio alle vie nervose fino alle aree cerebrali che decodificano il linguaggio.
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Differenza tra esame audiometrico tonale e vocale

L'esame tonale misura la soglia uditiva per i suoni puri, frequenza per frequenza: è una valutazione quantitativa. L'esame vocale misura quanto bene vengono riconosciute le parole: è una valutazione prevalentemente qualitativa. Il primo dice quanto senti, il secondo quanto bene distingui il parlato.

Caratteristica

Audiometria tonale

Audiometria vocale

Stimolo

Toni puri (beep) a diverse frequenze

Parole, sillabe o frasi

Cosa misura

La soglia minima di udibilità per ogni frequenza

La percentuale di parole riconosciute a ogni intensità

Risposta del paziente

Segnala quando sente il suono (pulsante o gesto)

Ripete ad alta voce la parola ascoltata

Grafico

Audiogramma: frequenze (Hz) e decibel

Audiogramma vocale: decibel e percentuale di parole corrette

Tipo di valutazione

Quantitativa

Prevalentemente qualitativa

  • Per questo l'audiometria tonale e vocale si eseguono quasi sempre insieme, nella stessa seduta: la vocale integra la tonale e ne completa la lettura. Quando ti prescrivono un "esame audiometrico tonale o vocale", nella pratica è quasi sempre utile farli entrambi.
  • Di norma i due risultati sono coerenti: chi ha una perdita tonale di circa 60 dB mostra un deficit simile anche nella prova vocale. Se invece il vocale risulta molto peggiore del tonale, lo specialista può sospettare un problema retrococleare, cioè a carico del nervo acustico, e approfondire con altri esami.

Audiometria vocale: a cosa serve

Uomo anziano sottoposto a misurazione del livello uditivo con un medico
Uomo anziano sottoposto a misurazione del livello uditivo con un medico

L'audiometria vocale ha tre finalità principali: diagnostica, protesica e medico-legale. In particolare serve a:

  • valutare quanto la perdita uditiva incide sulla comunicazione quotidiana;
  • aiutare a distinguere il tipo di ipoacusia (trasmissiva, cocleare o retrococleare), insieme agli altri esami;
  • prevedere se un apparecchio acustico porterà beneficio e verificarne poi la regolazione;
  • fornire dati oggettivabili in ambito medico-legale e di medicina del lavoro.

Viene richiesta in genere quando si ha difficoltà a seguire le conversazioni, soprattutto in ambienti rumorosi, quando il parlato appare confuso o distorto, o quando l'udito sembra peggiorato rispetto a controlli precedenti.

Audiometria vocale: come si fa

L'esame si svolge in cabina silente: il paziente indossa le cuffie, ascolta liste di parole a volumi diversi e ripete ogni parola che riconosce. A ogni livello di intensità l'esaminatore annota la percentuale di risposte corrette, e con questi valori costruisce il grafico.

  1. Preparazione: il paziente si siede nella cabina insonorizzata; l'esaminatore lavora all'esterno, con l'audiometro.
  2. Ascolto: attraverso le cuffie arrivano liste di parole, di solito 10 per ogni livello, un orecchio alla volta.
  3. Ripetizione: il paziente ripete a voce ogni parola, anche quando non è sicuro.
  4. Variazione del volume: l'intensità viene modificata a passi regolari, ad esempio di 5 dB.
  5. Calcolo: per ogni intensità si calcola la percentuale di parole ripetute correttamente.
  6. Grafico e referto: i valori vengono riportati sull'audiogramma vocale, che sarà interpretato dallo specialista.

Le liste di parole usate

Il materiale vocale può essere di diversi tipi: logotomi (sillabe senza significato), parole bisillabiche, frasi. In Italia le parole bisillabiche sono il materiale più usato negli esami di routine. Le liste storiche sono quelle di Bocca e Pellegrini del 1950; nel 1993 il gruppo di Arslan ne ha proposte di nuove, con parole più familiari e meglio bilanciate dal punto di vista fonetico. Per le frasi si usano le liste aggiornate da Cutugno e colleghi nel 2000.

Un tempo l'esaminatore leggeva le parole al microfono; oggi il materiale è preregistrato e integrato nell'audiometro, così il test è più standardizzato e confrontabile nel tempo.

In cuffia, per via ossea o in campo libero

Come nel tonale, lo stimolo può arrivare per vie diverse:

  • per via aerea in cuffia, la modalità più comune, che permette di testare un orecchio alla volta;
  • per via ossea, attraverso un vibratore appoggiato dietro l'orecchio;
  • in campo libero, con le parole diffuse da altoparlanti nella cabina: è la modalità usata per confrontare l'udito con e senza apparecchio acustico.

Può essere eseguita anche la prova con ascolto binaurale, con entrambe le orecchie insieme, perché nella vita reale ascoltiamo così.

Quanto dura e come prepararsi

L'audiometria vocale dura circa 15–20 minuti; se è abbinata al tonale, la visita audiometrica completa richiede in genere 20–30 minuti. Non servono digiuno né altre preparazioni. Ci sono però tre accorgimenti utili:

  • • arrivare con le orecchie libere da tappi di cerume, che possono alterare i risultati;
  • • segnalare se si usano apparecchi acustici: sarà lo specialista a decidere se fare l'esame con o senza;
  • • portare i referti degli esami dell'udito precedenti, per un confronto.

L'esame viene eseguito dal tecnico audiometrista o dal medico; l'interpretazione spetta all'otorinolaringoiatra o all'audiologo.

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Le soglie dell'audiometria vocale

L'audiogramma vocale individua tre soglie: la soglia di detezione (0% di parole riconosciute), la soglia di percezione (50%) e la soglia di intellezione (100%). Ciascuna corrisponde all'intensità, in decibel, alla quale il paziente raggiunge quella percentuale.

Soglia

Parole ripetute correttamente

Cosa succede

Soglia di detezione

0%

Il paziente si accorge che qualcuno sta parlando, ma non riconosce nessuna parola

Soglia di percezione

50%

Riconosce metà delle parole: coglie l'argomento, ma perde molti dettagli

Soglia di intellezione

100%

Riconosce e ripete correttamente tutte le parole

Si parla invece di massima intelligibilità per indicare la percentuale più alta che il paziente riesce a raggiungere: con un udito normale coincide con il 100%, ma in alcune ipoacusie resta più bassa, anche alzando il volume.

La soglia di intellezione nell'audiometria vocale

Tra le tre, la soglia di intellezione è il parametro clinicamente più importante. Indica a quale volume il parlato diventa pienamente riconoscibile ed è uno dei dati che aiutano a capire chi può beneficiare di un apparecchio acustico. Quando la curva non raggiunge mai il 100%, il dato stesso è significativo: anche alzando il volume, una parte delle parole resta irriconoscibile.
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Come leggere il grafico dell'audiometria vocale

Nel grafico audiometrico vocale, sull'asse orizzontale c'è l'intensità delle parole in decibel (di solito da 10 a 100 dB), su quello verticale la percentuale di parole ripetute correttamente. Ogni punto indica quante parole sono state riconosciute a quel volume. La linea che unisce i punti si chiama curva di articolazione (o curva di intelligibilità).

Valori normali dell'esame audiometrico vocale

In una persona con udito normale la curva ha la tipica forma a "S italica": sale rapidamente e arriva al 100% a intensità basse. Come riferimento, una persona normoudente di 50–60 anni dovrebbe raggiungere la soglia di intellezione entro circa 40 dB. Per avere un'idea della scala, la voce di conversazione si colloca normalmente tra 40 e 60 dB.

Un referto con "audiometria vocale nella norma" indica quindi una curva di forma regolare, vicina a quella di riferimento, che raggiunge il 100% senza bisogno di volumi elevati.

Le curve patologiche

La forma della curva aiuta lo specialista a orientarsi sul tipo di perdita uditiva:

  • Curva spostata a destra, con forma conservata: è tipica delle ipoacusie di trasmissione. Servono volumi più alti, ma alzando l'intensità si arriva comunque a riconoscere tutte le parole.
  • Curva obliqua: più inclinata del normale, soprattutto nella parte alta. È frequente nelle ipoacusie neurosensoriali cocleari e indica una lieve distorsione ai volumi elevati, legata al recruitment.
  • Curva a plateau: molto obliqua, si appiattisce e non raggiunge la soglia di intellezione.
  • Curva a cupola: sale, ma ai volumi alti ridiscende leggermente. È un segno più marcato di distorsione da recruitment cocleare.
  • Curva con roll-over: sale ripidamente, si ferma a un breve plateau che non supera il 50–60% e poi crolla, anche fino allo 0%. Aumentare il volume peggiora il riconoscimento. È tipica delle ipoacusie retrococleari o delle forme cocleari molto gravi.

Un caso particolare è la dissociazione verbo-tonale: una curva vocale molto alterata, con roll-over, a fronte di un audiogramma tonale solo lievemente compromesso. Questo reperto orienta verso una sofferenza delle vie nervose.

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Come leggere l'audiometria vocale a casa

Hai il referto in mano e vuoi capirci qualcosa prima del controllo? Bastano pochi passaggi per orientarsi.

1. Trova il grafico giusto

 Il grafico audiometrico vocale si riconosce dagli assi: decibel in orizzontale e percentuale di parole corrette in verticale. Nel grafico tonale, invece, in orizzontale ci sono le frequenze in Hz. Controlla la legenda per capire quale curva corrisponde a quale orecchio: spesso, come nel tonale, il rosso indica il destro e il blu il sinistro.

2. Individua le soglie

Guarda a quanti decibel la curva incrocia la linea del 50%: è la soglia di percezione. Poi guarda dove arriva al 100%: è la soglia di intellezione.

3. Confrontale con la voce di tutti i giorni

La conversazione normale si colloca tra 40 e 60 dB, e un adulto normoudente di 50–60 anni raggiunge il 100% entro circa 40 dB. Se il 100% arriva solo a volumi molto più alti, è probabile che seguire un dialogo a volume normale richieda più fatica.

4. Osserva la forma

Una curva regolare a S che arriva al 100% è un buon segno. Una curva che si ferma prima del 100%, o che ridiscende ai volumi alti, va discussa con lo specialista.

5. Confronta le due orecchie e il tonale

Curve simili tra destro e sinistro e coerenti con l'audiogramma tonale sono la situazione più frequente; differenze marcate sono un'informazione importante per il medico.

6. Leggi le conclusioni

Le note scritte dall'esaminatore o dal medico, come "audiometria vocale nella norma", riassumono il risultato.

Questa lettura serve a capire il referto e a preparare le domande da fare, non a fare una diagnosi da soli: l'interpretazione definitiva spetta all'otorinolaringoiatra o all'audiologo. La lettura dell'esame resta comunque compito dello specialista, che la integra con l'audiometria tonale, l'impedenzometria e la visita.

Audiometria vocale in competizione: il test nel rumore

Uomo che ha lo sguardo perso nel nulla
Uomo che ha lo sguardo perso nel nulla

Nell'audiometria vocale con competizione le parole vengono presentate insieme a un rumore di fondo o ad altre voci. Il motivo è semplice: nella vita reale non viviamo in una cabina insonorizzata. Ristoranti, riunioni, una stanza con la TV accesa: il classico effetto "cocktail party", in cui bisogna isolare una voce in mezzo ad altre, è la situazione in cui chi ha un calo uditivo fa più fatica.

Per questo il test in competizione è spesso il dato più vicino alle difficoltà quotidiane. Esistono anche versioni adattive, in cui il rapporto tra voce e rumore cambia in base alle risposte, fino a trovare il livello al quale si riconosce il 50% delle parole. In Italia è usato ad esempio il Matrix Test in lingua italiana, che si impiega anche per verificare il beneficio degli apparecchi acustici.

Altri test vocali in audiometria

Oltre alla curva di base, esistono prove vocali "sensibilizzate", in cui il messaggio viene reso più difficile da riconoscere. Servono soprattutto quando si sospettano disturbi delle vie uditive centrali, dove conta più la qualità della percezione che la quantità di udito. Alcuni esempi:

  • frasi accelerate (Bocca e Calearo): le frasi vengono presentate a 300–400 parole al minuto, contro le circa 140 del parlato normale;
  • frasi o parole filtrate (Bocca), in cui parte delle frequenze viene eliminata;
  • test di Katz con parole spondaiche, presentate in modo diverso alle due orecchie.

Queste prove aiutano ad analizzare come il cervello integra il messaggio sonoro, ma da sole non indicano con precisione la sede della lesione.

Audiometria vocale protesica

L'audiometria vocale ha un ruolo centrale nella scelta e nella regolazione degli apparecchi acustici. Un apparecchio, infatti, amplifica soprattutto la voce; ma un suono più forte non sempre viene capito meglio.

Se la percentuale di parole riconosciute migliora quando si alza il volume, è probabile che un apparecchio acustico possa aiutare. Se invece la curva mostra un roll-over, cioè il riconoscimento peggiora ai volumi alti, il beneficio dell'amplificazione sarà più limitato.

Nell'audiometria protesica, tonale e vocale, il test viene eseguito in campo libero, con gli altoparlanti, prima senza e poi con l'apparecchio acustico. Il confronto tra le due curve, eseguito anche in cuffia e nel rumore, mostra il guadagno reale ottenuto con la protesi e guida l'audioprotesista nelle regolazioni successive.

Esame audiometrico tonale e vocale: costo

Il costo dipende dal canale scelto. Con il Servizio Sanitario Nazionale serve l'impegnativa del medico e si paga il ticket previsto dalla propria regione, salvo esenzioni. Privatamente, l'esame audiometrico vocale parte da poco più di 40 euro, mentre per l'esame audiometrico in generale il costo medio si aggira intorno ai 70 euro, con forti differenze tra strutture e città.

Canale

Cosa serve

Costo indicativo

SSN (ospedale, ASL, struttura convenzionata)

Impegnativa del medico di base o dello specialista

Ticket regionale, salvo esenzioni

Poliambulatorio privato

Spesso la prescrizione medica (dipende dalla struttura)

Esame vocale da circa 44 euro (es. Santagostino); esame audiometrico in media circa 70 euro

Centro acustico

Prenotazione

Molti centri offrono un controllo dell'udito gratuito

Prezzi rilevati a ottobre 2026; possono variare in base alla città e alla struttura.

Con il SSN: i codici dell'impegnativa

Sull'impegnativa l'esame audiometrico vocale è indicato con il codice 95.41.2. Spesso viene prescritto insieme all'esame audiometrico tonale (95.41.1) e all'impedenzometria (95.42). Si prenota tramite CUP, online, al call center regionale o agli sportelli, presentando tessera sanitaria e impegnativa.

Il controllo gratuito nei centri acustici

Il controllo dell'udito gratuito offerto dai centri acustici è utile per capire se c'è un calo uditivo e se vale la pena approfondire. Non sostituisce però la valutazione dell'otorinolaringoiatra o dell'audiologo, necessaria per una diagnosi.
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Esame audiometrico tonale, vocale e impedenzometrico

Spesso l'esame audiometrico tonale e vocale viene completato dall'impedenzometria. A differenza dei primi due, è un esame oggettivo: non richiede risposte del paziente. Con una piccola sonda inserita nel condotto uditivo valuta il funzionamento dell'orecchio medio, attraverso la timpanometria e la ricerca dei riflessi stapediali. Insieme, i tre esami danno un quadro completo: quanto senti, quanto bene riconosci le parole e come funziona la parte meccanica dell'orecchio.

Esame audiometrico tonale e vocale: dove farlo

L'esame si può fare in ospedale o negli ambulatori ASL con impegnativa, nei poliambulatori privati e negli studi di otorinolaringoiatria. Per l'audiometria protesica ci si rivolge anche ai centri acustici. Indipendentemente dal canale, conviene verificare che la struttura disponga di:

  • una cabina silente;
  • un tecnico audiometrista o un medico specialista che esegua il test;
  • un referto scritto con il grafico dell'audiometria vocale e le soglie;
  • la possibilità di eseguire, se serve, anche la prova in campo libero e nel rumore.

Esiste un esame audiometrico vocale online?

Dottore che esamina il livello di udito di una signora anziana
Dottore che esamina il livello di udito di una signora anziana
Online e nelle app si trovano test dell'udito basati sul parlato, come i test con sequenze di numeri nel rumore ("digits in noise"). Sono strumenti di screening validati, utili per capire se è il caso di fare un controllo. Non sostituiscono però l'esame audiometrico vocale in cabina: cuffie, volume e rumore di casa non sono controllati, e non si ottiene un audiogramma vocale con le soglie.

Domande frequenti sull'audiometria vocale

L'audiometria vocale si può fare ai bambini?

Sì, l'esame non è invasivo ed è adatto anche ai bambini. Molte strutture eseguono il test standard dai 6 anni in su, perché serve la capacità di ascoltare e ripetere le parole con attenzione. Nei bambini più piccoli si ricorre a test audiometrici adattati all'età, scelti dallo specialista.

L'esame fa male o ha controindicazioni?

No. Si tratta solo di ascoltare parole in cuffia o dagli altoparlanti e ripeterle. Non ci sono controindicazioni né effetti collaterali.

Serve l'impegnativa?

Per farlo con il SSN sì: serve la prescrizione del medico con il codice 95.41.2. Anche molte strutture private la richiedono; in alternativa si può prenotare una prima visita otorinolaringoiatrica, durante la quale lo specialista decide quali esami eseguire.

L'audiometria vocale serve per invalidità civile?

L'audiometria vocale è tra gli esami usati anche a fini medico-legali, insieme agli altri test audiologici. Quanto la capacità di riconoscere le parole incida sulla valutazione dipende dai criteri della commissione e dal quadro complessivo: conviene chiedere indicazioni allo specialista o al medico legale.

Ogni quanto va ripetuto l'esame?

Non esiste una scadenza valida per tutti: lo stabilisce lo specialista in base alla situazione. In genere si ripete nei controlli periodici di chi ha già una diagnosi di ipoacusia, di chi porta apparecchi acustici o quando l'udito sembra peggiorato.

Meglio un esame audiometrico tonale o vocale?

Non sono alternativi: il tonale misura quanto senti, il vocale quanto bene riconosci le parole. Per una valutazione completa dell'udito si eseguono di solito entrambi, nella stessa visita audiometrica.

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