Se senti ronzii, fruscii, boati, fischi, stridori, sibili o altri suoni inspiegabili nelle orecchie, probabilmente soffri di acufene. L’acufene, chiamato informalmente ronzio nelle orecchie, è la percezione di un suono o un rumore nelle orecchie in assenza di un’evidente stimolazione acustica. 

15%

L’acufene interessa circa il 10-15% della popolazione.

L’acufene interessa circa il 10-15% della popolazione. Circa 20 milioni di persone sono alle prese con un acufene cronico che ha ripercussioni negative sulla loro vita, mentre 2 milioni di persone presentano sintomi estremamente debilitanti. 

Queste fluttuazioni dipendono da vari fattori, come il livello di stress, il benessere emotivo, l’ansia, la depressione, problemi alla colonna cervicale e disturbi temporomandibolari, per non citarne che alcuni.

In molte persone l’acufene non è costante e può variare notevolmente da un momento all’altro.

Dal punto di vista clinico, l’acufene viene spesso classificato sotto due tipologie:

Soggettivo

Di gran lunga il più comune, questo tipo comporta la percezione di un suono avvertito solo dall’individuo. È associato all’ipoacusia (sia neurosensoriale che conduttiva) e deriva da un disturbo o da un’alterazione del sistema uditivo. L’acufene somatico (chiamato anche acufene somatosensoriale) è un sottotipo in cui la frequenza o l’intensità del rumore cambiano con movimenti del corpo come serrare la mascella, roteare gli occhi o applicare una pressione sulla testa e sul collo.

Oggettivo

Questo tipo, estremamente raro, comporta un rumore reale proveniente dal canale uditivo e generato da strutture vicine all’orecchio. Il rumore può essere abbastanza forte da essere avvertito dall’audioprotesista durante l’esame del paziente. Il rumore ha origine da una zona vicina all’orecchio medio e di solito implica la presenza di un flusso vascolare sanguigno che produce un suono udibile, spesso pulsante.

Domande frequenti sull’acufene

Cosa si sente con l’acufene?

Le persone con acufene paragonano i suoni avvertiti al canto di grilli o cicale, al vento, all’acqua corrente, alla molatura dell’acciaio, al sibilo del vapore, alle luci fluorescenti e al motore di un’automobile. Tipo di suono e volume percepito sono diversi per ogni paziente. 

Che impatto ha l’acufene sulla vita quotidiana di una persona?

Per alcune persone, come l’attore William Shatner (ovvero il Capitano Kirk), il rumore dell’acufene è stato così spaventoso da indurre un senso di disperazione. “Mi sembrava di ascoltare il sibilo di una TV quando non è sintonizzata su un canale. Pensavo che sarei diventato sordo o pazzo” ha raccontato.

Durante la sua lotta personale con l’acufene, Shatner è diventato un esperto in materia e un portavoce dell’American Tinnitus Association.

L’acufene è associato a vari gradi di sofferenza che interferiscono con la qualità della vita. I membri di un gruppo di autoaiuto contro l’acufene ha stilato un elenco di questi problemi:

  • Difficoltà ad addormentarsi (57%)
  • Persistenza dell’acufene (49%)
  • Difficoltà di comprensione del linguaggio (38%)
  • Disperazione, frustrazione o depressione (36%)
  • Fastidio, irritazione o incapacità di rilassarsi (35%)
  • Scarsa concentrazione o confusione (33%)

Quali sono le cause dell’acufene?

L’acufene è un sintomo di svariate malattie. La causa più comune è l’ipoacusia, seguita dall’esposizione a rumori eccessivi. Circa il 75% dei nuovi casi è associato più allo stress emotivo come fattore scatenante che a problemi dell’orecchio interno. Circa il 40% delle persone con diagnosi di acufene non è in grado di identificare le potenziali cause all’origine di questi sintomi. Le cause dell’acufene sono generalmente classificate come di natura otologica (legata all’orecchio), neurologica, infettiva o correlata a farmaci. L’acufene privo di cause diagnosticabili è chiamato idiopatico.

Cause otologiche

  • Ipoacusia neurosensoriale indotta dal rumore (danno all’orecchio interno e/o alle vie uditive)
  • Presbiacusia (ipoacusia correlata all’età)
  • Otosclerosi (crescita anomala dell’ossicino dell’orecchio medio chiamato staffa)
  • Accumulo di cerume
  • Disfunzione della tromba di Eustachio (il condotto che collega la parte posteriore del naso all’orecchio medio)
  • Sordità improvvisa (chiamata anche ipoacusia neurosensoriale improvvisa)
  • Sindrome di Ménière
  • Barotrauma auricolare (danno tissutale dovuto a variazioni di pressione), comune nei sub e nelle persone che prendono frequentemente l’aereo

Cause neurologiche

  • Trauma cranico
  • Colpo di frusta o altri problemi alla colonna cervicale (collo)
  • Sclerosi multipla
  • Neurinoma acustico (chiamato anche schwannoma vestibolare)
  • Tumori vascolari dell’orecchio medio (ad es. glomo giugulare)

Cause infettive

  • Otite media (infezione che causa l’infiammazione dell’orecchio medio)
  • Malattia di Lyme
  • Meningite
  • Sifilide

Farmaci ototossici

Il termine ototossico viene usato per indicare un farmaco che causa ipoacusia e/o acufene come effetto collaterale. Più di 200 farmaci (sia su prescrizione che da banco) utilizzati per trattare il dolore, le infezioni gravi, il cancro, le malattie cardiache e le malattie renali sono stati collegati a ipoacusia e ad acufene (temporanei o permanenti). I medicinali più comunemente associati a effetti ototossici includono:

  • Salicilati (ad es. aspirina)
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei
  • Antibiotici aminoglicosidici (ad es. neomicina e streptomicina)
  • Diuretici dell’ansa
  • Farmaci chemioterapici (in particolare quelli che contengono platino)
  • Antidepressivi triciclici (ad es. amitriptilina e imipramina)

Acufene indotto da rumore

Piccoli cambiamenti temporanei nelle cellule ciliate esterne dell’orecchio a seguito dell’esposizione a rumori possono innescare un acufene aumentando l’elaborazione del suono da parte del sistema uditivo centrale. L’esposizione occasionale a rumori forti (ad es. un concerto rock) può causare un acufene temporaneo che di solito si risolve entro 16-48 ore. L’acufene sembra essere il sintomo più comune dell’ipoacusia indotta dal rumore (NIHL) tra i musicisti. Uno studio tedesco ha scoperto che i musicisti professionisti hanno il 57% di probabilità in più di sviluppare acufene rispetto a qualsiasi altra professione. Di seguito è riportato un elenco di star della musica pop e rock che soffrono o hanno sofferto di acufene:

  • Eric Clapton
  • Anthony Kiedis
  • Chris Martin
  • Moby
  • Ozzy Osbourne
  • Trent Reznor
  • Barbra Streisand
  • Pete Townshend (che è anche completamente sordo in un orecchio)
  • Neil Young

Barbra Streisand ha detto alla Hearing Health Foundation: “Quando sono andata a fare il test dell’udito, avevo un udito supersonico. Ho una capacità uditiva superiore alla norma. È fastidioso perché vorrei tanto sentire il silenzio. Questo è uno dei motivi per cui mi sono sempre sentita diversa da bambina. Ero in prima media quando ho iniziato a sentire questi strani rumori e mi mettevo delle sciarpe intorno alla testa per cercare di bloccarli”. 

Come viene diagnosticato l’acufene?

La diagnosi di acufene viene posta dopo un esame obiettivo delle orecchie, un esame neurologico di base e una verifica dei sintomi, insieme alla revisione dell’anamnesi attuale e passata. Ti verrà chiesto ad esempio se l’acufene è abbastanza fastidioso da causarti ansia, depressione o insonnia significative e ti verrà chiesto quali farmaci assumi o hai assunto in passato.

Esame obiettivo dell’orecchio: verrà ispezionato il canale uditivo per verificare la presenza di secrezioni, corpi estranei o cerume; inoltre si controlla il timpano per rilevare eventuali segni di infezione acuta/cronica (arrossamento e infiammazione) o tumore (massa rossa o bluastra). Il medico potrà usare uno stetoscopio per ascoltare il rumore vascolare vicino alle arterie carotidi, alle vene giugulari e adiacente all’orecchio.

Esame neurologico: durante questo esame verrà verificato il funzionamento dei nervi cranici insieme alla forza periferica, alla sensibilità e ai riflessi. Sintomi neurologici di accompagnamento come capogiri o vertigini possono indicare la presenza di malattie di base.

Anamnesi medica: ti verrà chiesto da quanto tempo soffri di acufene, se riguarda uno o entrambe le orecchie, se è costante o intermittente. Ti verranno fatte domande sui fattori di rischio per l’acufene, come l’esposizione a rumori forti, improvvisi cambiamenti di pressione (dovuti a immersioni subacquee o viaggi aerei), precedenti infezioni o traumi a carico del sistema nervoso centrale o delle orecchie, radioterapia alla testa e recente perdita di peso consistente (rischio di disfunzione della tromba di Eustachio).

Altri esami: le persone con acufene dovrebbero sottoporsi a una valutazione audiologica completa per determinare la presenza, il grado e il tipo di ipoacusia. Se l’acufene riguarda solo un orecchio, dovrebbe essere eseguita una risonanza magnetica (RM) per escludere la presenza di un neurinoma acustico, un tumore benigno dell’ottavo nervo cranico (nervo acustico). In caso di segni visibili di un tumore vascolare nell’orecchio medio, sarai indirizzato a uno specialista e probabilmente sarai sottoposto a una TAC o una risonanza magnetica con mezzo di contrasto per confermare o escludere questa diagnosi.

Quali sono le opzioni di trattamento per l’acufene?

Anche se al momento non esiste una cura definitiva, può essere rassicurante sapere che diverse terapie comprovate possono essere d’aiuto in caso di acufene grave e/o cronico. Tali trattamenti si concentrano sulla riduzione dell’intensità dei suoni percepiti e sull’onnipresenza e severità dell’acufene.

Sonoterapia: questo metodo terapeutico si basa sull’ascolto di rumori esterni per alterare la percezione o la reazione di una persona all’acufene. A seconda del tipo di dispositivo, per alleviare i sintomi viene utilizzata una combinazione di strategie di mascheramento, distrazione, abitudine e neuromodulazione. Gli approcci attuali utilizzano dispositivi di mascheramento del suono, apparecchi acustici, dispositivi di musica filtrata/alterazione del suono, dispositivi di combinazione e app che favoriscono il sonno.

Terapie comportamentali: sono basate sulla reazione emotiva del soggetto all’acufene, e diverse opzioni sembrano risultare efficaci per alcune persone con acufene grave. I vantaggi includono una riduzione significativa dell’angoscia, dell’ansia e della depressione correlate all’acufene, nonché un miglioramento della qualità di vita complessiva del soggetto. Tecniche specifiche includono:

  • Terapia cognitivo-comportamentale
  • Tecniche di riduzione dello stress basate sulla consapevolezza di sé
  • Terapia dell’accettazione e dell’impegno
  • Terapia TAT (Tinnitus activities treatment)
  • Gestione progressiva dell’acufene
  • Terapia di riprogrammazione dell’acufene (TRT)

La terapia di riprogrammazione dell’acufene è il metodo di trattamento che ha permesso a William Shatner di riprendere uno stile di vita attivo. L’obiettivo principale della TRT è modificare le reazioni del paziente ai suoni provocati dall’acufene. Questo risultato si ottiene attraverso tecniche di insegnamento/l’assistenza psicologica mirate a riclassificare i segnali dell’acufene in stimoli neutri; e attraverso la sonoterapia, che riduce i segnali dell’acufene amplificando i suoni di sottofondo. Si indossa un dispositivo come un apparecchio acustico che genera rumore 8-10 ore al giorno per un massimo di due anni, contribuendo così a riprogrammare il cervello. Sebbene questo metodo possa alleviare gli effetti debilitanti dell’acufene, non funziona per tutti e per essere efficace richiede dedizione e molto impegno.

Terapie sperimentali: sono diverse le terapie innovative che hanno dimostrato di essere promettenti nelle sperimentazioni cliniche. Alcuni di questi metodi sono già utilizzati per trattare una serie di altre condizioni. Ad esempio, la stimolazione cerebrale profonda (DBS) è un trattamento approvato per disturbi motori come la malattia di Parkinson, nonché per le crisi epilettiche farmacoresistenti e per il disturbo ossessivo-compulsivo. La stimolazione del nervo vago è approvata per alcuni casi di depressione ed epilessia farmacoresistenti. Altri approcci potenziali ma ancora sperimentali per l’acufene includono:

  • Stimolazione magnetica transcranica ripetitiva
  • Stimolazione transcranica a corrente continua
  • Impianti cerebrali superficiali

Studi sugli animali hanno dimostrato che specifiche cellule nervose del cervello, chiamate cellule fusiformi, trasmettono suoni immaginari al resto del cervello. È stato sperimentato un dispositivo domestico di stimolazione tramite elettrodi e auricolari su 20 pazienti umani, che lo hanno utilizzato 30 minuti al giorno per quattro settimane. Lo studio ha dimostrato che l’attività delle cellule fusiformi può essere addestrata usando una combinazione di suoni e una leggera stimolazione elettrica cutanea. Anche se il volume dell’acufene è tornato dopo una settimana, il miglioramento della qualità della vita è durato fino a diverse settimane. Sembra che gli individui con acufene somatico e la capacità associata di modificare temporaneamente i sintomi serrando le mascelle, tirando fuori la lingua oppure girando o flettendo il collo abbiano tratto il massimo beneficio da questa combinazione di stimoli sonori ed elettrici.

Acufene

Ero in prima media quando iniziai a sentire questi strani rumori. Mi mettevo delle sciarpe intorno alla testa per cercare di bloccarli. Il risultato del test dell'udito fu: udito supersonico.

Barbara Streisand

dalla Hearing Health Foundation

Gli ultimi progressi della ricerca

Uno studio rivoluzionario dell’Università di Montréal ha rivelato nuove informazioni sulla teoria concettuale nota come guadagno uditivo centrale e la possibile connessione tra acufene, iperattività cerebrale e vie uditive. Quando una persona normoudente indossa dei tappi per le orecchie, la sua sensibilità uditiva aumenta, mentre quando indossa un generatore di rumore, la sua sensibilità al suono diminuisce. Questo è il primo studio che dimostra come l’adattamento del guadagno si verifica al livello più alto del sistema uditivo, la corteccia, senza variazioni osservabili ai livelli delle vie uditive inferiori (ad es. orecchio interno, tronco encefalico e risposte del nervo uditivo). Sebbene siano necessari ulteriori studi, questi risultati potrebbero rappresentare un importante passo avanti nello sviluppo di nuove strategie di trattamento dell’acufene.

Il passo successivo

Per gestire l’acufene e ridurre le sue conseguenze, inizia da una diagnosi adeguata; successivamente, con l’aiuto di un audioprotesista autorizzato, potrai escogitare le migliori opzioni di trattamento e le migliori strategie comportamentali per affrontare la tua situazione specifica.

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